Full text: Erizzo, Sebastiano: DISCORSO DI M. SEBASTIANO ERIZZO. Sopra le Medaglie de gli Antichi.

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drigati, uittoriati, & altri, che erano Denarij, i quinarij, i binarii, & i ternarij; diuerse altre monete di argento si leggono ne gli istorici, come sono i Cistofori, gli Stratioti, i Sagittarij, li Testudinati, i Sereati, i Poremi, i Bouini, & altri, per che ancora queste monete Greche, è forestiere, à Roma peruennero, molti secoli innanzi la constitutione dell'imperio, delle quali alcune ancora à tempo de i primi Imperadori si spendeuano in Roma, osseruandosi etiando questo custume alla nostra età dispendersi molte monete vecchie, & nuoue, & forestiere, in tutte le città, & sotto ogni Prencipe. Et non solamente in Roma erano le monete segnate, ma ancora se ne batteuano in altre pronincie soggette al Romano Imperio, si come rende testimonio Cicerone nelle sue Epistole famigliari à L. Planco, con tali parole. Cum signaretur argentum Apolloniae, non poßum dicere, eum pręfuisse, neque possum negare eum affuiße, sed non plus duobus, aut tribus mensibus. Dalle quali parole noi vediamo, che in Apollonia ancora si batteuano monete. Ma oltre à queste monete, trouansi alcune altre monete in rame, & di metali gialli, di uarij pesi, & grandezze, si come discorso habbiamo in Augusto, che si ueggono esser state battute in tempo de'Cesari. Delle quali alcune hanno da una parte la corona Ciuica, con dui rami di lauro à canto essa corona, dentro alla quale si leggono queste letere OB. CIVIS. SERVATOS . Dall'altra parte leggonsi variamente lettere de i nomi de'Triumuiri monetali di quel tempo, cioè A. A. A. F. F. P. LICINIVS. STOLO. III. VIR. & S. C . cioè Aeris. Auri. Argenti Flati. Ferundi. Publicis. Licinius. Stolo Triumuir. Il quale battè ancora le medaglie in argento di Augusto, che hanno per rouescio le due Ancilie col Cappello Pontificio, & con tale iscrittione P. STO??O. III. VIR . Et alcuna altra A. A. A F. F. C. ASINIVS. C. F. GALLVS. III. VIR. & S. C . Et si ueggono parimente alcune altre grandi, & mezane, che da una parte hanno la corona Ciuica, con lettere entro scritte AVGVSTVS. TRIBVNIC POTES . Dall'altra medesimamente il nome del Triumuiro monetale, cioè: A. A. A. F. F. C. CENSORINVS. L. F. AVG. III. VIR . cioè Aeris. Auri. Argenti. Flati. Ferundi Caius. Censorinus. Lucii. Filius. Augur. Triumuir. Et molte altre di grandezza differente l'una dall'altra, come di Lucio Statilio Tauro, di Lucio Liuineio Regolo, & di Claudio Pulchro, & di Gn. Pisone tutti Triumuiri monetali. Conciosia, che se ne trouino assai segnate di uarij nomi de Triumuiri, che non hanno coniate le effige de'Principi Romani, & molte ancora, che secondo la loro grandezza, conuengono assai del peso, le quali io stimo per certo essere state monete; eccettuandone alcune di queste, che hanno dall'una parte la effigie del Principe, delle quali molte si ritrouano con la testa di Augusto. Noi ancora spiegato habbiamo in Augusto, ritrouarsi una moneta picciola, in rame, che ha dua una parte un cornocopia, con S. C . & con tale iscrittione d'intorno TAVRVS. REGVLVS. PVLCHER . La quale iscrittione dimostra tutti e tre i colleghi Triumuiri monotali, i quali in tempo dei Cesari batterono monete, cioè Lucio Statilio Tauro, Lucio Liuineio Regolo, & Claudio Pulchro, per gli loro soli cognomí. Il nome del quale Regolo si uede nelle medaglie, in argento di Giulio Cesare, c'hanno dall'un de'lati il Tauro. un'altra moneta picciola si ritroua in rame, che ha da vna parte il lituo, & l'acerra, istrumenti della religione, con-
tale

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