Full text: Erizzo, Sebastiano: DISCORSO DI M. SEBASTIANO ERIZZO. Sopra le Medaglie de gli Antichi.

674.

ciuicas coronas dedere? Quę Cannis corona merita? vnde fugiße virtutis summũ opus fuit. Caeteri profecto uictores hominum fuere. Sergius uicit etiam fortunam, &c. Trouasi ancora vn'altra moneta, in argento, che ha da una parte la testa di Roma, coronata, con questo segno di dietro * che era (come noi habbiam di sopra detto) la propria nota del Denario, & con lettere tali ROM . Et ha dall'altra una statoa equestre, che si vede sopra vn'edificio, come un ponte, contali lettere per entro scrittel EP . & con quest'altra iscrittione intorno. MAN. AEMILIO . cioè. Manio. Aemilio. Lepido. Questa è la statoa equestre di Emilio Lepido, in questa moneta segnata, per rinouare la memoria sua, il quale fece vn ponte in Roma, chiamato Emilio, di pietra. Di questo ponte si veggono li uestigij in Roma presso l'Arsenale di Ripa, che fu l'antichissimo ponte Sublicio, il qual fu fatto, per poter passare nel Ianicolo rinchiuso con la città: & fu edificato di legname da Anco Martio, senza pur vn chiodo di ferro. Eteßendosi guasto, quando Oratio Coclide sostenne i'impeto de' Toscani, questo Emilio Lepido lo fece di pietra; & l'addimandò Emilio. ma poi hauendolo rouinato la inondatione del Teuere, Tiberio Imperadore lo ristaurò. Et vlti mamente Antonino Pio lo fece di marmo, et??era altissimo, dal quale si precipitauano li malfattori, & fu il primo ponte, che fosse fatto sopra il Teuere. Hoggi questo pon te lo chiamano di Marmorato. Da questo ponte ancora fu Eliogabalo gittato con vn gran sasso nel Teuere, perche andasse nel fondo. adunque lastatoa equestre sopra quel ponte, è del suo fondatore Emilio Lepido. Oltre di ciò io ho veduta vna moneta di vn Vittoriato, in argento, che hauea da vna parte la testa di Roma armata, con la nota* del Denario, dirimpetto alla testa, & colmodio misura antica, dietro ad eßa testa. Vedeuasi dall'altra una biga di caualli guidata da una figura di vna Vittoria, tenente la sferza in mano, sotto i quali caualli erano due spiche di frumento, con tale iscrittione M. MAR C. cioè. Marcus Marcellus. ROMA . Questa moneta fu battuta in Roma, sotto il Consolato di M. Marcello, il quale essendo vscito fuori con l'eßercito all impresa della Sicilia, & hauendo fornita questa impresa felicemente, conciosia, che per tale uittoria tuttala Sicilia uenne in podestà del popolo Romano, & fu fatta prouincia, egli richiese di entrare nella città trionfante, il che non hauendo impetrato, fugli nondimeno concesso, che entrasse nella città ouante, ma però il giorno innanzi, che esso entrasse nella città, volle di suo arbitrio trionfare nel monte Albano. Di questa impresa seriuono Liuio, Plutarco, Velleio, & Valerio Massimo nel capitolo De iure triumphandi, nel lib. de viris illustribus, scriue cosi. Marcellus Syracusas per tres annos expugnauit, & cum per calumniam triumphus ei à senatu negaretur, desua sententia in Albano monte triumphauit, &c. Fu presa da que sto Consolo la città di Siracusa in Sicilia, in tempo che Archimede peritissimo della Geometrica & machinale scientia staua alla difesa della città. sopra che leggi Plinio al lib. 7. cap. 37. Adunque per rinouare la memoria di cotal vittoria della Sicilia veggonsi in tal moneta segnate le spiche del frumento. Et dietro alla testa della Roma scorgesi il modio misura del grano, per le quali spiche s'intende la Sicilia per la sua fertilità, si come il modio ancora allude al frumento, prendendosi il significamẽto da quella cosa, che in tal prouincia nasce abondeuolmente, che è il frumento. Ma non voglio ancora restare di far mentione di una picciola moneta d'argento, da me
veduta,

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