Full text: Erizzo, Sebastiano: DISCORSO DI M. SEBASTIANO ERIZZO. Sopra le Medaglie de gli Antichi.

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chissima, ho io appresso dì me, con li medesimi fiori nella destra, & vestita di una tunica. Vediamo adunque da questa moneta, che questo Gaio Seruilio fu il primo, che celebrò questi giuochi Florali, & che per memoria ancora di questo, segnò lamo neta con la testa della Dea Flora, con tale iscrittione FLORAL PRIMVS . Trouasi parimente vn'altra moneta, in argento, che ha da vna parte la medesima testa della Dea Flora, senza altre lettere. Et dall'altra ha vna Sfinge, con tale iscrittione d intorno T. CARISIVS. III. VIR . Questo Tito Carisio fu il Triumuiro monetale, che battè questa moneta, il quale battè ancora molte medaglie ad Augusto. Onde per rinouare la memoria del sigillo di Augusto con la Sfinge, segnò questa moneta della medesima impresa della Sfinge. La qual moneta vedesi essere stata battuta in tempo de gli Imperatori; & io la ho veduta ancora in oro. Trouasi poi vn'altra moneta, in argento, che ha da vna parte la testa della Dea Cerere, coronata di spiche, la quale è solita di ponersi nella Colonie, con tale iscrittione d'intorno CAPIT. CXXII . Ha dall'altra parte dui tauri, con la figura di dietro con la uerga, che gli caccia, con certi numeni di sopra . . . XXII . Et con tale iscritione di sotto C. MARI. C. F. S. C . Questi tauri hanno significamento di Colonia condotta, si come in altre medaglie in argento, & inrame vediamo, di che altroue ragionato habbiamo in questo libro. Onde io iudico, che questa moneta fosse battuta in Roma, sotto il consolato di C. Mario, & di L. Valerio Flacco, & in tempo, che fu sotto questi Consoli condotta la Colonia Eporedia. Della quale fa mentione Velleio Paterculo al lib. primo, con tali parole doue egli parla delle Collonie condotte. Narbo autem Martius in Gallia, Portio Marcoque COS . ab hinc annos circiter CLIII . deducta Colonia est. Post tres & viginti annos in Baiennis Eporedi Mario sexies Valerioque Flacco COSS . &c. Trouasi oltre di ciò vna moneta, in argento, che ha da vna parte la testa del Dio Vegioue, con le saette nella destra mano, in età giouenile, con la nota dietro alla testa di lettere abbreuiate ??. cioè ROMA . Ha dal rouescio due figure, ambe con i pili nella sinistra, nel mezo delle quali si scorge vn cane; & le dette figure hanno intorno alle gambe auuolte le pelli canine. Et di sopra si vede vna picciola testa di Volcano pileata, con la tanaglia appresso attribuita à Volcano. Queste figure dal rouescio sono gli Iddij Lari, i quali Iddij cosi si trouano figurati, cioè col cane à canto, & vestiti delle pelli canine. Onde Volcano si attribuisce à questi Iddij Lari, perche gli antichi gli fecero presidenti al foco. Et si leggono certe lettere abbreuiate, che dicono LARES . Et sotto le dette figure L. CAESI . cioè Lucius Caesius. Che douea essere il nome del Triumuiro monetale, sotto il quale fu la presente moneta battuta. Questi Iddij Lari erano appresso gli antichi gli Iddij domestici, quinci si chiamò il Lare famigliare, il quale, si come scriue Plauto, gli antichi formauano in figura di cane, secondo che noi vediamo in questa moneta essergli attribuito il cane. Plutarco ancora nei Problemi, di questi parlando, scriue cosi. Cur Laribus, quos propriè praestites vocant, canis aßistit, ipsi autem Lares canum vestibus vestiuntur. Il medesimo scriue ancora Macrobio. Scriuesi questi Lari essere stati Idij delle contrate ouero borghi, & de i viaggi, & custodi de i tetti & delle case; & perche questi Lari erano serbatori delle contrate, & delle vie, ouero de'viaggi, si celebrauano in
onor

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