Full text: Erizzo, Sebastiano: DISCORSO DI M. SEBASTIANO ERIZZO. Sopra le Medaglie de gli Antichi.

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Republica, col darne gusto, mostrando alcuno essempio di quelle, per dare qualche lume à gli studiosi dell'antichità, di hauerne poi da se stessi pieno intendimento, col riuolgere i libri delle istorie. Dico adunque, ritrouarsi molte di queste monete Consulari, che ci rappresentano varia & bellißima istoria, & prima trouasi vna moneta in argento, che da una parte ha la testa del Dio Boneuento, il quale figurauano gli antichi di giouenile età, con lettere dirimpetto alla testa tali BONEVENT . & di dietro LIBO . Ha dall'altra parte, il coperchio di vn pozzo, ornato con certirami, & con due instrumenti musicali, & con tale iscrittione di sopra PVTEAL . & disotto SCRIBON . à canto al qual pozzo vedesi vno martello. Per cotale iscritione, in questa moneta è rinouata la memoria del nome, & del cognome di Scribonio Libone, il quale fu il primo, che instituì il giudicio de gli vsurai; & questo coperchio di vn pozzo ci rappresenta il tribunale ouero la sedia del Pretore, doue questo giudicio si faceua. il qual tribunale era appresso questo pozzo; & era detto PVTEAL . Conciosia, che M. Tullio nel lib. j. de Diuinatione. chiami Puteal questo coperchio del pozzo. Et per far fede di quanto noi diciamo, parlando di questa voce Puteal Ambro. Calepino, scriue cosi. Puteal Acron locum fuisse putat, ad quem conuenire solent foeneratores. Porphyrius sedem fuisse tradit Praetoris, propè arcum Fabianum, in quo primum tribunal & subsellia à Libone quodam fuerint collocata. vnde & Libonis Puteal ab Horatio ait appellatum. Forum, putealque Libonis Mandabo siccis. Dalle quali parole noi vediamo col testimonio di Oratio. che questo Puteal si chiamaua anticamente il luogo, doue si faceua il iudicio de gli vsurai, il quale primo questo Libone instituì. Adunque per rinouare la memoria di questa opera, fu sotto L. Scribonio Libone Consolo, battuta questa moneta, & in tal guisa segnata. Il martello à piedi del pozzo ci rappresenta quel martello, con cui la moneta si batteua, come àncora vediamo in altre simili monete. Questo Iddio Boneuento, scriue Plinio essere stato adorato da gli antichi, & che si ritrouaua il simolacro di questo Dio, fatto da Eefranore, che nella destra teneua la patera, & nella sinistra la spica & il papauero. il qual Plinio scriue ancora, che Prassitele fece nel Campidoglio il suo simolacro. L'Iddio Boneuento hebbe ancora Tempio in Roma, li cui vestigij fino al presente si veggono. Si ritroua ancora vna moneta in argento, che ha da vna parte vna testa barbata, con certe ali in cima il capo, la quale io penso, che sia del Dio Termino. Ha dall'altra il caual pegaseo che si erege in alto, & batte co i piedi di dietro vna cosa, sopra cui si sostenta con tale iscrittione sotto. Q TITI . Il Triumuiro monetale, che battè questa moneta, fu Quinto Titio, il quale per illustrare la sua famiglia de'Titij, qui rinouò la memoria di Titio poeta, che è lodato da Oratio nelle Epistole. Il che si vede per quel Pegaso attributo à i Poeti. La testa è tenuta essere del Dio Termino. Il Tempio del quale scriuesi hauer dedicato Noma Pompilio secondo Rè de'Romani, nel colle Tarpeio in Rome. Di che fa mentione Dionisio Alicarnasnel lib. 2. Statuit Numa, vt suo quisque contentus esset, nec aliena appeteret, hinc de definitionibus possessionum constitutio. Iussit vnumquenque fundos suos circumscribere, sacrosque finibus lapides apponere, lapides ipsos sacrauit Ioui Terminali, statuitque eis sacra quotannis omnes die stata & consti-
tuta fa-

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