Full text: Erizzo, Sebastiano: DISCORSO DI M. SEBASTIANO ERIZZO. Sopra le Medaglie de gli Antichi.

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libro discorso habbiamo. Et è ancora di consideratione, il vedersi, che qualunquè si sieno le monete antiche, elle sono veramente di più bassi rileui, di minore artificio, & quelle che sono di rame, esser tutte di vilißimo rame, le quali cose tutte fanno chiarissima l'opinion nostra, che queste medaglie di rame, ò de'metalli Corinthij & mescolati, grosse, di gran rileuo, & con tanta arte lauorate, non fossero in que'tempi monete, uedendosi, che delle monete conuiensi battere di continuo, & in grandissima quantità, che non dobiamo credere, che ui si adoperaße tanta fattura. Et per certo, si come in molte cose, si uede, che i tempi nostri, hanno molto migliorata questa cosa delle monete, facendole di baßsssimi rileui, & commodißime non solo al farsi, ma ancora al portarle, al tenerle, & al numerarle, ancora che sia opiniõe de gli scrittor, che gli antici più tosto le pesaßero, che le annouerrassero. Si truouano etiandio altre medaglie di argento antiche, che non sono segnate con la effigie del Principe, ma hanno scolpite altre teste di molte Deità, come di Apollo, di Cerere, della Dea Salute, della Dea Pietà, della Dea Concordia, di Mercurio, di Giunone Sospita, del Dio Termino, di Vegioue, della Dea Flora e di Saturno, de Ercole, della Dea Virtù, degli Iddij Castore & Polluce con le due stelle, Diana, Cibele, la Dea Vesta, il Dio Buon'euento, & altre Deità, che adorauano i Romani, che erano molte. Et ancora si ritrouano alcuna altre, che hanno da Vna parte le teste delle prouincie, come della Spagna, dell' Africa, della Sicilia, & altre, signate uariamente, nei loro rouesci. Queste tali medaglie, quantunqne alcuno potesse dire, per non esser segnate della effigie de'Principi, e che fossero state parimente, come i Bigati, Quadrigati, ò altre monete da spendere, nondimeno io non oserei affermarlo di certo. Prima perche hauendo io queste tali medaglie delle Deità pesate al paro di quelle, che erano appogli antici Denarij, le ho ritrouate differenti nel peso, & meno altra moneta poteuano essere. Poi perche sopra queste più uolte ho uedute le due lettere. S. C. significanti, che per senato consulto, cioè, che per decreto del senato fossero state battutte, il che ci dà segno, che ad altro fine, che di spenderle per monete fosse statuito dal senato di battere tali medaglie, & perauentura per ueneratione de iloro Iddij, ò Dee, che adorauano, ò per adornare di queste gli apparati nelle feste, ò per ridonarle ne i Tempi loro per diuotione, & forse in quei Tempi consacrati al nome di quella Deita, di cui era la medaglia, ò per qualche memoria. Et queste per la maggior parte si ueggono di aßai buon maestro, & non ue ne sono in tanto numero, come delle altre. Ne per ciò io non son certo, che queste non fossero monete. Nè ancora io giudicherò errore di chi credesse, che tali medaglie, che communemente si chiamano Consulari, seruissero in quei tempi per monete, come i bigati, quadrigati, & uittoriati, essendo la maggior parte di quelle state battute in tempi della Republica. Le quali monete certamente si scorgono contenere in se non meno istoria esquisita & recondita, di quello che hanno tutte l'altre medaglie de´Cesari, cosi maestreuolmente lauorate, & di si bel disegno, & con tanta istoria. Onde io non crederò, che sia fuori del nostro proposito, poi che habbiamo mostrato la utilità, che dallo studio delle medaglie de'Cesari si trae, scoprire parimente l' uso, che queste porgono à riconoscere tutta la istoria de i tempi della Romana
B Repu-

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