Full text: Erizzo, Sebastiano: DISCORSO DI M. SEBASTIANO ERIZZO. Sopra le Medaglie de gli Antichi.

655.

de i terreni, doue sono state sepolte. Et altre, che haueranno contratto ruggini di uarij colori, o vernici, delle quali chi le hauerà conseruate, & chi corrose & guaste.
    Queste si truouano parte ne gli antichi sepolcri, o ne i vasi funerali, parte sotto terra, parte doppo i diluuij dell'acque, in terre lauorate, poi così lauate, parte lasciate sopra i letti de i fiumi, le quali poi col tempo, per varij accidenti sono rimase scoperte, & si trouano etiandio ne i fondamenti, ouer nelle ruine. Onde io giudico, che quel le medaglie, che sono state ne' letti de'fiumi, ouer sopra le riue, o che l'acqua per lungo tempo sia loro corsa sopra, possano esser rimase con quella liscezza spianate, come dicono questi: oltre che vi è una sorte di terreno, tenue, molle, & giaroso, da cui le medaglie coperte, può così lisciare la loro superficie: & consumandole, lasciarle di quella maniera. Ilche il senso medesimo ci può persuadere. Et di queste così lisciate, non pur se ne veggono di rame, come questi dicono, ma anco di argento, & di oro. Però non vale la congettura a prouare, che queste sieno state dall'uso continuo del maneggiarle così lisciate, & che per ciò ne segua, che sieno state monete da spendere.
    Quella ragione non ha luogo, & è falsa, per laquale si dice, che di quasi tutte le medaglie de gli Imperadori Romani, nominando tutta la serie, ve ne erano molte di rame grandi, & mezane, battute dalle principali città della Grecia, & dell' Asia, ò d'altre regioni, con la imagine de'Cesari da un lato, dall'altro il segno della lor città, alcuno Dio, la imagine di qualche prouincia, ò fiume, ò Tempio, ouer altro segno, per loquale uolesero separare le loro monete da quelle delle altre città, col nome di eßa città, & lettere tali, che seguiuano. MONETA NOVA . A questa ragione si risponde, che delle medaglie battute di varij Imperadori da diuerse città della Grecia, ò dalle città dell' Asia, non ho io, fra tante, che ne ho hauute, nè credo che n'habbia altri mai, veduta medaglia con la effigie de'Cesari, saluo che con lettere greche; ne in eße lettere greche, mai queste parole, Monetanoua, che sono parole latine; & il dire, che nelle medaglie greche antiche, vi si interponeßero voci latine, è troppo euidente errore. Ma io giudico, che per non intendere la lingua greca si sieno questi ingannati intorno al significamento delle parole greche, che si leggono in tali medaglie; di che noi ragioneremo poi a i luoghi suoi. Percioche dette medaglie greche si leggono con lettere greche, in varij dialetti, ouer lingue espresse. Ionica, Dorica, Eolica, ouer Attica, secondo la proprietà della lingua greca usata dal paese, ò città, c'hauea battuta la medaglia. Ben ne ho io vedute col numero de gli anni delle Metropolli, cioè delle città principali delle prouincie, ne' quali dette medaglie furono battute, come in vna medaglia di Faustina, & in molte altre, & etiandio con l'anno dell'imperio de principi, come in Domitiano in rame, & in argento, & in altre medaglie. Erano tali medaglie battute dalle città Greche, ò di Asia, per onorare gli Imperadori Romani loro signori, per testimonio della diuotion loro, per gratificarsi quegli, ouer o per adulatione; vedendosene molte di dette greche medaglie de'Cesari con varij Tempij, & altri segni di adulatione, con i loro trionfi, vittorie, prouincie soggiogate, trofei, dal rouescio, non solo battute dalle sopradete città ad onore de'Cesari, ma etiandio à veneratione delle donne, & mogli loro, colnome della città, che le haueua battute dal rouescio, & altri segni di onore, che dauauo al nome loro; & con la testa dall'altro lato di esse
donne;

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