Full text: Erizzo, Sebastiano: DISCORSO DI M. SEBASTIANO ERIZZO. Sopra le Medaglie de gli Antichi.

632.

ta ἀγαθὴ τύχη, ouero καλὴ τύχη, la imagine della quale uedesi in un diaspro antico, in cui si uede scolpita una testa di donna, con tale iscrittione καλλιτιχη. cioè buona Fortuna. Fu principalmente appellata la Fortuna Aurea. & questa noi leggiamo esser solita di tenersi nelle camere de gli Imperadori, la quale morendo l'uno in sua presentia, si trasportaua all'altro successore. Questa Fortuna Spartiano la chiamò ancora Regia. Fu ancora detta Fortuna Parua, à cui fu edificato in Roma vn Tempio da Seruio Tullio Re, come scriue Plutarco. Fu etiandio cognominata Dubia Fortuna, Fortuna propria, cioè ἰδια. della quale cosi scriue Plutarco. Idiae, hoc est priuatae Fortunae delubrum in palatio suit. Fu chiamata Fortuna Vergine, & Fortuna Mascula. Et ancora fu detta Caeca Fortuna. Onde, secondo i varij cognomi di essa Fortuna, cosi furono piu tempij di quella in Roma, della Fortuna Forte alla ripa Tiberina, della Equestre appresso il theatro, & cosi di molte altre. Fu appresso detta Fortuna Virile, cioè ἀνδ ρίας τύχη. & scriue Plutarco, Anco Martio Re de' Romani hauere dirizzato il Tẽpio della Fortuna Virile, percioche porge gran giouamento & aiuto la Fortuna alla vittoria. Di questo Tempio della Virile Fortuna scriue Ouidio ne' Fasti.
Discite nunc quare Fortunae thura virili.
Detis eo, gelida qui locus humet aqua.

   Conciosia che scriua Dionisio Alicarnasseo nel libro quarto delle sue istorie, che Seruio Tullio superati gli Etrusci, co i quali vinti anni continui hauea combattuto, acquetate le cose della guerra, ed sicò dui Tempii alla Dea Fortuna, la quale per tutto il tempo della sua vita gli s'era dimostrata prospera, l'uno nel foro boario, l'altro appresso le ripe del Teuere, cioè à quella Fortuna, che egli chiamò Virile, di cui fa mentione il Poeta. Fu ancora dallo stesso Re edificato in Campidoglio un Tempio alla Fortuna Primigenia, la quale chiamano i Greci πρωτογένειαν. Fu appresso cognominata da Romani Fortuna Reduce, & principalmente da Domitiano Cesare. Onde scriue Martiale.
Hic vb Fortunae Reduci sulgentia latè
Templa nitent.

   Oltre di ciò molte medaglie antiche si trouano, di varij Cesari, in rame & in argento, ne i cui riuersi si vede l'imagine, & leggesi l'iscrittione della Fortuna Reduce. Infra le quali io ho appresso di me una medaglia, in rame, di mezana grandezza, di Adriano. Ha per riuerso un Tempio della detta Dea Fortuna, con tale iscrittione sotto. FORT. RED . cioè Fortunae. Reduci si come ancora io ne ho un'altra, in rame, bellissima di L. Vero, con tali lettere intorno la testa. IMP. CAES. L. AVREL. VERVS. AVG . Ha per riuerso la figura della Dea Fortuna Reduce, che nella destra tiene il temone, e nella sinistra porta il cornocopia, & è uestita di una ueste tutta ricamata di perle, come quella che è madre e donatrice delle ricchezze, con tale iscrittione. FORT. RED. TR. POT. III. GOS. II. S. C . Fu chiamata Nemesis, di cui fu in Roma il simolacro nel Campidoglio. La qual Nemesis
era

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