Full text: Erizzo, Sebastiano: DISCORSO DI M. SEBASTIANO ERIZZO. Sopra le Medaglie de gli Antichi.

631.

Figure
Type: drawing

    LA MEDAGLIA di Gallieno, picciola, in rame, Greca, col petto, & con lettere tali. ΑΥΤ. Κ. ΠΟ. ΛΙΚΙ. ΓΑΛΛΙΗΝΟC . cioè. Imperator. Caesar. Publius. Licinius. Gallienus. Ha per riuerso una figura di donna uestita, che ha non so che in testa; & tiene nella sinistra mano vn corno di douitia; & con la destra sacrifica con una patera sopra un'ara. & intorno si leggono lettere tali. ΕΦΕCΙΩΝ. ΤΥΧΗ . cioè. Fortuna. Ephesiorum. Questa medaglia fu battuta da gli Efesij populi della Grecia ad onore di questo Principe. & la figura sacrisicante è la Dea Fortuna. Della qual città de gli Efesij fa mentione Plinio al lib. v. cap. 29.
    In ora autem Manteum, Ephesus Amazonum opus multis ante expetita nominibus.
   Per quelle lettere, che si leggono intorno alla figura dal riuerso, che dicono Fortuna Ephesiorum, io intenderei la felicità di questi populi Efesij, in tal modo in questa medaglia mostrata, per essere quegli sotto l'Imperio di Gallieno; tanto erano soliti i Greci in quasi tutte le lor medaglie, battute à gli Imperadori Romani, con uarij modi adulare à quelli.
   Ma la figura dal riuerso, che sopra la testa sostiene un polo, & tiene nella man sinistra un cornocopia, è la Dea fortuna; percioche Bupalo, il quale seppe eccellentemente edificare i Tempij. & figurare gli animali, primo di tutti fece la statua della Dea Fortuna à i populi Smirnei, sostenente sopra il capo vn polo, & tenente in mano un corno di douitia, di quella maniera, che noi la vediamo nella presente medaglia. Figurauasi parimente la Dea Fortuna col cornocopia, & col temone, come quella che era stimata di date le richezze, & hauere il gouerno delle cose umane; & si fingeua una donna giouane. Alcuni finsero la Fortuna con la uela in mano infra le onde del mare. La quale in molti rouesci di medaglie Greche uedesi stare sopra una naue rostrata, tenendo con ambe le mani una uela. Altri nella sommità di un sasso, ouero in cima di un monte, esposta à tutti i uenti. Et molti la finsero stare sopra vna rota. Ma hauendo Apelle dipinta la Dea Fortuna sedente, & essendo addimandato, perche cosi l'hauesse fatta, rispose, perche essa non stette mai in piedi. Scriue Pausania, essersi anticamente ueduto il Tempio della Dea Fortuna nel quale era il simolacro di essa Dea, tenente il fanciullo Pluto Iddio delle ricchezze; il che ci significaua, la fortuna essere madre & nudrice delle ricchezze. A Preneste fù anticamente il superbo Tempio della Dea Fortuna, edificato da Sylla, con la sua statua di bronzo dorata, la quale era di grande eccellenza. Alcuni le posero sotto i piedi il mondo, & la finsero etiandio cieca, per significarci la sua inconstantia. Oltre di cio la Fortuna fu chiamata con molti cognomi, percioche la Buona Fortuna fu adorata in Campidoglio à Roma, la Mala nelle Esquilie. dell'una fece mentione Cicerone, dell'altra Plinio. questa chiamarono i Greci κακὴ τύχη, quella fu nomina-
N n ta

Note to user

Dear user,

In response to current developments in the web technology used by the Goobi viewer, the software no longer supports your browser.

Please use one of the following browsers to display this page correctly.

Thank you.

powered by Goobi viewer