Full text: Erizzo, Sebastiano: DISCORSO DI M. SEBASTIANO ERIZZO. Sopra le Medaglie de gli Antichi.

575.

diani, cioè in tempo di un certo Rufino Presidente & Neochoro de'Sardiani. Ilche ci dimostra la cura, che haueuano i Neochori dei Tempij delle città, di far battere le medaglie, per memoria de gli Imperadori Romani loro Signori. Le quali io giudico, che perauentura fossero battute in occasione delle fabriche dei Tempij; nelle fondamenta de i quali, nel modo che ancora à i tempi presenti nei publici edificij si usa, doueuano spargere le medaglie, con l'effigie di quell'Imperadore Romano, che in quell'anno teneua l'Imperio, & col nome di quella città dal riuerso, doue si fabricaua il Tempio; & molte fiate col nome proprio de i Neochori Preposti & curatori de i detti Tempij; si come noi assai chiaro in questa, & in molte altre medaglie uediamo. Et in questa opinione mi conferma l'autorità di Cornelio Tacito al libro 20. doue parlando della dedicatione, ouer consecratione di un tempio, scriue in questa forma.
   Vndecimo Cal. Iulias, serena luce spatium omne quod templo dicebant euinctum vittis, coronisq́ue, ingressi milites, quibus fausta omnia felicibus ramis, dein virgines Vestales cum pueris puellisq́ue patrimis matrimisq́ue & quadrimis & fontibus, omnibusq́ue hasta pluere. Tum Heluidius Priscus praetor praeeunte Plauto Heliatio Pontifice, illustrata boue taurisque area, & secundum cespitem redditis extis, Iouem, Iunonem, Mineruam, praesidesq́ue Imperij deos precatus, uti coepra prosperarent, vittas, quibus ligatus lapis innexaq́ue funes erant, contigit. Simul caeteri magistratus, & sacerdotes, & Senatus, & eques, & magna pars populi studio laetitiaq́; connixi, saxumingens traxere: passimq́ue iniectae fundamentis argenti auriq́ue stipes & metallorum primitię nullis fornacibus victae, sed ut gignuntur, &c. Dal qual luogo di Cornelio Tacito noi vediamo, qual fosse il costume de' Romani nel consecrare i Tempij; & come ne' fondamenti de gli edificij di quegli spargenano le monete d'oro & d'argento, ouero le medaglie con le effigie de i principi per memoria; tanto piu, che si come scriue Liuio, non poteua dedicare, per costume de i maggiori, alcuno un Tempio, se non il Consolo, ouer l'Imperadore. Dico adunque, che si come appresso i Romani era usanza ne gli edificij, dedicationi, & consecrationi de i Tempij, nelle loro fondamenta gettare le medaglie, non par che sia fuor di proposito il credere, che tal costume fosse etiandio osseruato da Greci sottoposti al Romano Imperio, cioè che nelle fabriche ò consecrationi de i loro Tempij battessero le medaglie con l'effigie dell'Imperadore Romano di quel tempo, & con altri varij segni dal riuerso, ma specialmente con lettere, che esprimeuano i proprij nomi de i magistrati di quella città, ouer Neochori, alla cui cura i detti Tempij erano commessi. Donde pare ancora che que gli facessero battere quelle medaglie con le sopradette lettere, per spargerle ne i fondamenti de' tali edificij, per lasciar memoria de gli Imperadori Romani loro Signori; & tanto piu vedendosi in molti riuersi di queste greche medaglie in rame dui Tempij dirimpetto l'uno all'altro disegnati con questa parola. ΝΕΩΚΟΡΩΝ . & col nome della città. Ma per mostrare ancora co i pro-
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