Full text: Erizzo, Sebastiano: DISCORSO DI M. SEBASTIANO ERIZZO. Sopra le Medaglie de gli Antichi.

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ch'ella comparisse in giudicio dinanzi à lui in Efeso, città principale della Cilicia, hoggi detta Caramania, percioche ella era stata accusata d'hauere aiutato & fauorito C. Cassio, & d'hauergli giouato assaissimo in guerra. Essendo dunque giunto Delio in Egitto dinanzi à lei, & uedutala bellissima, & nel parlare, & nelle maniere, molto gentile & gratiosa, & conoscendo appresso la natura di M. Antonio, s'imaginò quel che à punto haueua ad essere, cioè che ella à lui molto piacerebbe, & che Antonio non era per far dispiacere alcuno à questa tal donna; ma piu tosto ella era per hauere grandissima autorità & riputatione appresso Antonio; & perciò si uolse ad onorarla & à seruirla, non tenendo in ciò grauità di gentilhuomo Romano, nè dignità di ambasciatore di M. Antonio. Et col uerso d'Homero la confortò, ch'ella comparisse in giudicio quanto piu poteua attillata & ornata; & non hauesse punro paura d'Antonio humanissimo & piaceuolissimo Signore. Perche ella acconsentendo a Delio, confidossi che Antonio si potesse pigliare con quelle medesime cose, con le quali dianzi erano stati presi & Cesare, e'l figliuol di Pompeo. Costoro haueuano conosciuta Cleopatra, ch'era ancora giouanetta, & di poca esperienza del mondo, & poco istrutta nelle cose amorose, ma hora ch'ella andaua à trouare Antonio, era in quella età, quando le donne fioriscono piu di bellezza & di consiglio. Apparecchiò adunque presenti, denari, & ornamenti, & in somma si prouide di tutte quelle cose, che conueniuano ad una donna grandissima, & signora di un felicissimo regno, come ella era. Nondimeno la sua maggiore speranza haueua ella posta in se stessa, & nelle sue carezze & malie. Essendo ella adunque chiamata, per lettere di Antonio, & d'altre persone, tenne si poco conto di lui & del giudicio, che cõ incredibil pompa nauigò per il fiume Cidno. Tutte queste cose scriue Plurarco nella uita di M. Antonio. ma uediamo ancora quello che scriue il medesimo Plutarco del nauilio di Cleopatra, nel quale ella nauigò, qnando uenne in Cilicia ad Antonio. Per litteras igitur Antonij caeterorumq́; accersita, in tantum hominem iudiciumq́ue contempsit, vt incredibili pompa per Cydnum amnem nauigaret. Erat enim aurea puppis, vela autem purpurea pandebantur, remi argentei ad fistulae tibiaeq́; modos agitabantur. Ipsa vero regina sub tentorio aurato requiescens, ad similitudinẽ Veneris ornata erat. Pueri utrinque collocati pictis cupidinibus persimiles. Puellae insignes Nereidum & Gratiarum stolis partim gubernaculis incumbebant, partim rudentibus annitebantur. Ancillae mirabili habitu omnes ripas fluuij complebant vaporibus. Currebatur vndique ad huiusmodi spectaculum, ieratq; per omnes fama. Venerem pro utilitate Asiae Bacchum illudere. Vacue factum est forum omni multitudine ad videudum diffusa. Antonius denique pro tribunali sedens penè solus relictus est. &c. Dalle quali parole noi conosciamo la bellezza del nauilio di Cleopatra, con la poppa tutta messa à oro, cõ le vele di porpora, & con i remi d'argento, i quali si moueuano à suon di flauti & d'altri istrumenti. Le quali cose, insieme con molte altre, cioè i ricchissimi apparati, i sontuosi conuiti pieni di uarie & delicate uiuande, si leg-
C gono

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