Full text: Erizzo, Sebastiano: DISCORSO DI M. SEBASTIANO ERIZZO. Sopra le Medaglie de gli Antichi.

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me s'è detto, le stelle de i sopradetti Gemelli furono da gli antichi tenute protettrici de' nauiganti, credettero alcuni filosophi, quelle che stelle appaiono, essere certi splendori di alcuni nuuoletti, che secondo vn certo mouimento, che riceuono, risplendessero; come fu Xenofane filosofo. Et Metrodoro ancora affermaua, che quei tali lumi, c'hanno sembianza di stelle, erano nelle tempeste del mare splendori ouer lampi, che escono da gli occhi di quelli, che da un certo spauento turbati guardano in quella parte. i Greci chiamarono questi lumi πολυδεύκγις, che significa di Polluce, & i Latini quelli nominarono i Castori, cioè Castore e Polluce. Di questi noi habbiamo ancora innanzi ragionato in una medaglia Greca di Adriano. Sacrificauansi à questi Iddij li bianchi agnelli, come à Dij buoni & felici, secondo che noi leggiamo ne gli hinni di Homero.
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Type: drawing

    LA MEDAGLIA di Massimo, greca, grande, in rame, con lettere tali. Γ. ΙΟΥΑ. ΟΥΗ. ΜΑΞΙΜΟC. Κ . cioè. C. Iulius. Verus. Maximus. Caesar. Ha per riuerso la figura di vna Vittoria alata in piedi, che nella destra tiene una corona, & nella sinistra una palma; & intorno si leggono queste lettere Greche. ΜΑΓΝΗΤΩΝ. ΝΕΩΚΟΡΩΝ. ΑΡΤΕΜΙΔΟC . cioè de i Magneti Neochori di Diana. Questa medaglia fu battuta per onore di questo Principe, da i Magneti popoli della Grecia, della qual citta cosi scriue Strabone. Post Ephesum prima est Magnesia, Aeolica ciuitas, quae ad Maeandrum ducitur, nam ei proxima est. Et altroue dice. Vlterius est Magnesia Maendrum versus, Magnetum Thessalicorum colonia & Cretẽsium, de qua mox dicemus. Et in un'altro loco. Partes quidem in Euboea ac Thermopylis tenent Malienses & Phthiotae Achiui, ad Pelium vero Magnetes populi. Di questa Magnesia fa etiandio Plinio mentione al lib. v. Supra haec Magnesia Maeandri cognomine insignis à Thessalica Magnesia orta. Abest Epheso X V. M.P.Trallibus eo amplius CCC . antea Thessaloce & Androlitia nominata, & littori apposita. Questi Magneti adunque, la città de i quali è descritta da Plinio & da Strabone, furono quelli, che batterono la presente medaglia; i quali, per quanto esprimono le lettere, erano Neochori, ò uogliam dire sacerdoti della Dea Diana, oueramente curatori del suo Tempio. I quali, per quello che noi possiamo dalle lettere della medaglia comprendere, hebbero la cura di far battere questa medaglia, per memoria & onore di questo Principe. De i quali Neochori noi di sopra habbiam ragionato à bastanza.
LA ME-

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