Full text: Erizzo, Sebastiano: DISCORSO DI M. SEBASTIANO ERIZZO. Sopra le Medaglie de gli Antichi.

539.

CTO . La quale iscrittione, che parimente si legge si legge in altre medaglie de' posteriori Imperadori, vgualmente conuiene alle insuperabili fatiche & inuitto corso del Sole, & ad Alessandro Magno inuitto, & ultimamente à questo Principe, ad onore & adulatione del quale io estimo, che fosse detta medaglia battuta. Percioche affaticandosi Alessandro Seuero di farsi degno di quel nome, anzi cercando di superare il grande Macedone, ordinando la falange & il suo essercito ancora alla militia Macedonica, è ancora assai verisi mile, che tali medaglie con l'abito del Magno Alessandro & con tali iscrittio ni fossero ad Alessandro Seuero battute, hauendo noi il testimonio delle istorie, & vedendosi etiandio quelle assai simiglianti alla sua effigie. Sopra che noi nelle precedenti espositioni pienamente habbiam ragionato. Ma il Circo, che dal riuerso della presente medaglia si uede, è perche in tal tempo che fu questa medaglia battuta, doppo la uittoria ch'egli ottenne contra i Persiani, rappresentò questo Principe i giuochi Circensi. Di che con tali parole rende testimonio Lampridio, dette dal medesimo Alessandro, quando riposti gli abiti Persiani nel Tempio parlò in questa forma. Quirites vicimus Persas, milites diuites reduximus, vobis congiarium pollicemur, cras ludos circenses Persicos dabimus. Et ancora. Alia die actis circensibus, & item ludis scenicis, deinceps congiarium populo Romano dedit. I quali giuochi Circensi erano contrasti di carrette, instituiti in onore di Nettuno, ouer come alcuni altri dicono in onore di Conso Iddio de' consigli, cosi chiamati, percioche nel Circo si rappresentauano; & perche etiandio correuano i caualli in cerchio, tirando alcune carrette intorno alle mete, per questo drizzate. Del qual Circo scriue Liuio. Tum primum Circo, qui nunc maximus dicitur, designatus est locus, diuisa loca patribus, equitibusq́ue urbis, vt spectacula sibi quisque faceret. Il medesimo ancora al lib. 1111. della Deca V. scriue queste parole, doue fa mentione di questo giuoco Circense. Iuuenes etiam quidam Romani, ludicro Circensi ad usum belli verso, partem humillimam muri ceperunt. Mos erat tum, nondum hac effusione inducta, bestijs omnium gentium Circum complendi, varia spectaculoru conquirere genera: nec semel quadrigis, semel desultore misso, vix unius horae tempus vtrunque circulum complebat. &c. Et Virgilio nell'ottauo lib. dell'Eneide di questi giuochi, cosi parlando, dice.
Nec procul hinc Romam, & captas sine more Sabinas.
Consessu caueae, magnis Circencisibus actis
Addiderat. &c.

   Ouidio poeta ancora nel lib. 111. de'suoi amori, in quella Elegia, ch'è intitolata. Ad amicam cursus equorum spectantem, facendo mentione de corso de' caualli nel Circo, scriue cosi.
Hoc mihi contingat, sacro de carcere missis
Insistam forti mente vehendus equis
Et modo lora dabo, modo verbere terga notabo,
Nunc stringam metas interiore rota.

„Si

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