Full text: Erizzo, Sebastiano: DISCORSO DI M. SEBASTIANO ERIZZO. Sopra le Medaglie de gli Antichi.

521.

uono le fauole, che Apollo uccise; ouero dal verbo Greco πυνθ’σνω, che significa interrogo, conciosia che ne gli oracoli gli addimandauano delle cose future, & si andauano con lui à consigliare. Ma secondo M. Tullio fu chiamato Sole; perche solo infra tutte le stelle è cosi grande; ouero perche nascẽdo lui, oscurate tutte le stelle, egli solo apparisce. E chiamato Delio dall'isola di Delo, nella quale si finge esser nato. Ma dipingono Apollo sbarbato, essendo padre, percioche si uede nascere ciascun giorno. Si chiama parimente Febo, cioè nuouo, ò perche veramente il Sole nel suo nascimento ogni giorno appare esser nuouo, ò pur, secondo gli Epicurei, ogni giorno si crede che nasca & che muoia, perche secondo quelli sia composto di atomi. Ma il Dio Appollo vollero gli antichi essere presidente principalmente à quattro arti, come si raccoglie da gli hinni di Orfeo, & ancora da Homero. Percioche gli antichi lo tennero in prima Citaredo, & Iddio de'Citaredi, dapoi inuentore della medicina, & lo fecero etiandio medico, dapoi sagittario dalle saette de' raggi suoi, con le quali penetra tutto il mondo. Appresso stimò l'antichità, lui essere indouino, & Iddio del vaticinio. Dalle quali quattro cose, gli furono attribuiti molti & varij nomi. Figurauansi tre insegne intorno al suo simolacro, la Lira, la quale mostraua l'imagine della celeste armonia, secondo che si scorge dalle sue medaglie, nelle quali uedesi il suo simolacro, tenẽte nella destra un ramo di Lauro, & nella sinistra il plettro ouer la linra, il Grifone, come si uede in molte antiche memorie, ilqual'era a questo Dio dedicato, & poi le saette, con le quali s'intendeua questo essere ancora Iddio nociuo. Onde fu chiamato Apollo ἀπὸ τ{οῦ} ἀποβάλλειν, cioè dal gietare. Quinci è, che Homero lo chiama auttore tanto della pestilentia, quanto del la salute. & Horatio scriue, cio mostrandoci.
Condito mitis placidusq́ue telo
Supplices audi pueros Apollo.

   Attribuirono ancora i Greci ad Apollo il lauro, & quello posero sotto la sua tutela. Onde si dice, lui hauer amata Dafne, che s'interpreta il lauro, figliuola del fiume Peneo, per la uirtù di quella pianta. Ma percio questa pianta del lauro è detta essere amica di Apollo, che è presidente à gli augurij & alle diuinationi; percioche, si come credono coloro, che le interpretationi de' sogni hanno scritto, quelli che dormono sotto il lauro, ouer che il detto lauro si pongono appresso alla testa, sognano i sogni ueri. Ancora il tripode fu dedicato à questo Dio, per la perfettione del numero ternario, ouero per gli tre circoli del Cielo; per l'uno de' quali passa il Sole, mentre ch'egli fornisce il suo corso annuale. Ma di che forma fosse questo tripode, varie furono le opinioni. alcuni scrissero, quello essere vna tauola, alcuni vn vaso, & altri una sedia pertugiata. Questo tripode, ouero tauola di Apollo, era coperta del cuoio del serpente Pithone; dal qual cuoio quel luogo intorno al tripode, donde si rendeua l'oracolo, fu detto cortina; il quale poi alcuni altri, per che intorno à quello si dauano gli oracoli, cortinam quasi certinam vogliono essere chiamata. Onde ui era una cauerna nel Tempio d'Apollo, alla quale la
Gg 2 Pithia

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