Full text: Erizzo, Sebastiano: DISCORSO DI M. SEBASTIANO ERIZZO. Sopra le Medaglie de gli Antichi.

461.

libro 6. della terza Deca, scriuendo di Scipione Africano, dice cosi. Eodem legiones ex hybernis conuenire cùm iussisset, ipse cum quinque millibus sociorum ab Tarracone profectus ad exercitum. Quò cùm venisset, alloquendos maximè veteres milites, qui tantis superfuetant cladibus, ratus, concione aduocata ita disseruit. Et ancora all'ottauo libro della medesima, rammemorando l'oratione di Scipione à i soldati seditiosi cosi scriue. Tum silentio per praeconem facto, ita coepit. Nunquam mihi defuturam. orationem,, qua exercitum meum alloquerer, credidi. Erodiano ancora, nel primo libro dell'istoria Augusta, scriuendo del principio dell'Imperio di Commodo Cesare, dice cosi. Paucis autem post diebus celebrato iam funere, visum amicis est adolescentem adducere ad exercitum, vt & milites alloqueretur, & qui nouis Imperatoribus mos est, praemijs eligendis ueluti auctoramento quodam illorum animos adiungeret. Del sacramento de' soldati scriue ancora Vegetio al lib. 2 de re militari. Milites iurare solent, & ideo militiae sacramenta dicuntur. Iurant autem se omnia strenuè facturos, quae praecepit Imperator, nunquam deserturos militiam pro Romana republica. Onde coloro che contrafaceuano al sacramento preso, à questi si tagliauano le dita grosse. Et perciò quelli che si uoleuano liberare dalla militia, si tagliauano i diti grossi, perche fossero tenuti inutili alla militia. Io nõ lascierò di dire d'una consuetudine, che osseruauano i soldati appresso i Romani, che era di battere le aste sopra li loro scudi, quando acconsentiuano al lor Capitano nelle adlocutioni, ilche habbiamo osseruato nella lettione delle istorie. Era dunque il giuramento quello col quale si astrigneuano i soldati al suo Capitano, di douer essi fare strenuamente tutte quelle cose che egli lor comandasse, nè di mai lasciarlo, ouer abbandonare la sua militia, giurando; & questo nõ solamente si faceua alzando li diti grossi, ma accostãdosi ancora le spade nude al collo. Il qual giuramento quanto fosse santo, & quanto inuiolabile alla Romana Republica, & con quanta riuerentia prima si prendeua, & poi si manteneua, da i testimonij de gli istorici noi possiamo cõ prendere. Et delle cose che i soldati giurauano Liuio nel lib. VI. della terza Deca fa espressa mentione. Per omnes deos paratos iurare magis quae velint, quàm quae sciant vera esse, & obstringere periurio nõ se solùm, suumq́; caput, sed signa militaria & aquilas, sacramentiq́ religionem. Vedesi adunque dal riuerso di questa medaglia, rappresentarsi in quelle figure il vero modo & la imagine delle adlocutioni militari. & perche dal giuramento che prendeuano i soldati dinanzi i lor Capitani, nasceua & ueniua la fede militare, perciò vediamo le lettere sotto quelle figure nel riuerso della presente medaglia, che dicono. FIDEI. MILIT . Conciosia che l'uno & l'altro vfficio faceua il Capitano co i suoi soldati, cioè l'adlocutione, & il giuramento; Ma noi vediamo molto espressa questa fede militare in una medaglia in rame, di mezana grandezza, di Alessandro Seuero, che ha lettere tali intorno alla testa. IMP. SEV. ALEXANDER . . . . Ha per riuerso tre figure, due de i soldati de gli esserciti, che pongono la destra mano sopra vna
ara, &

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