Full text: Erizzo, Sebastiano: DISCORSO DI M. SEBASTIANO ERIZZO. Sopra le Medaglie de gli Antichi.

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sere, che per memoria di tali sacrificij, fatti in questi giuochi Secolari à diuerse Deità, ne fossero allhora battute le medaglie con tali riuersi, cioè segnate de gli animali consecrati à questi Iddij, quasi quelli pregandosi, ouero sciogliendosi i voti à i detti Iddij; perche conseruassero Augusto; facendosi i sudetti giuochi, & sacrificij; per salute della città, & de i Principi, & per la eternità dell'Imperio. De i quali ancora potria essere, che alcuni fossero rappresentati in Roma, & sacrificati in onore di quegli Iddij, à i quali erano consecrati; si come ancora noi vediamo nelle medaglie di Filippo, che hanno per riuerso varij animali. Et se noi non ritrouiamo nelle istorie, questi giuochi Secolari essersi celebrati da Gallieno, habbiamo il testimonio chiaro delle sue medaglie, che piu ci assicurano per l'antichità, che alcun'al tra istoria riconoscendo noi assai cose dalle medaglie antiche, delle quali nõ leggiamo essersi fatta mentione da gli Istorici. Vltimamente si ritroua, che gli vndeci giuochi Secolari, furono celebrati da Honorìo Imperadore, nel suo Consolato sesto, ducento anni dapoi, che furono fatti da Seuero; & questo fù l'anno della città. MCLVII . Doppo Honorio Imperadore non si troua, che i detti giuochi fossero piu instaurati; conciosia che di tal cosa non ne sia piu memoria; percioche il centesimo anno, che succedette, cadè ne gli Imperij di Anastasio, & di Theodorico; nel qual tempo tutte le cerimonie de gli antichi furono leuate, essendosi in vece di quelle empiuto il mondo della santissima religione di Giesu Christo Signor nostro, contrarijssima à cotali uane superstitioni. Ora essendosi questi giuochi celebrati in tempo della Republica, & ancora in tempo de gli Imperadori, scriuono alcuni istorici, che quelli si faceuano doppo il tempo del mietere, ouero della raccolta, Ma poi sotto gli Imperadori è opinione di alcuni, che i detti giuochi fossero celebrati ne i giorni natali del loro Imperio. Il terzo giorno, doppo fatti i sacrificij, & i voti sciolti à gli Iddij, in questi giuochi Secolari, vn certo numero di fanciulli, & di vergini, nel Tempio di Apollo Palatino cantauano certi versi & Peani, ne i quali raccomandauano l'Imperio, il Senato, & il popolo Romano à gli Iddij immortali, si come è quell'hinno composto da Horatio poeta; il quale fu cantato ne i giuochi Secolari di Cesare Augusto, da cui ciascuno, leggendolo, potrà intendere, quali erano quelle cose, che in tali hinnï essi richiedeuano ne i suoi prieghi à gli Iddij, che principia cosi.
Phoebe, syluarumq́ne potens Diana
Lucidum coeli decus, ò colendi
Semper, & culti, date quae precamur
Tempore Sacro,
Quo Sibyllini monuere versus
Virgines lectas, puerosq́ue castos
Dis, quibus septem placuere colles,
Dicere carmen.
Alme Sol, curru nitido diem qui
Promis, & celas; aliusq́ue & idem

Nasceris,

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