Full text: Erizzo, Sebastiano: DISCORSO DI M. SEBASTIANO ERIZZO. Sopra le Medaglie de gli Antichi.

419.

de ancora à Roma, & in molte medaglie & piette antiche, cioè vestito di una lunga uesta alla Grea; Al quale si attribuisce la bacchetta, come quasi vn sostentamento de gli infermi; & il serpente inuolto ci da segno di salute, come scriue Macrobio & Eusebio; i quali Serpenti sono consecrati ad Escolapio, per la cagione che Furnuto ci spiega con queste parole.
    Hinc factum est, vt serpentes Aesculapio consecrarentur, quòd hi qui medicina utuntur, non dissimile quippiam à serpentum natura patiantur. Renouantur enim exactis morbis, & quasi senectutem exuunt. Simul etiam attentionem & diligentiam, qua plurimum opus est medico in curationibus, serpentes designant. &c.
   Ma insieme col dracone ouero serpente noi leggiamo essersi dedicato ad Escolapio il gallo, per la vigilantia; il quale à questo Dio era sacrificato, si come Socrate nel Fedone di Platone ci insegna, quando egli alla sua morte dice, di essere debitore ad Escolapio vn gallo. Di che ci fa fede un Nicolò antico, in cui si uede il simolacro di questo Dio, che tiene nella destra una figurina, & con la sinistra s'appoggia sopra un bastone, d'intorno à cui si uede la serpe auuolta, & ha à i suoi piedi il Gallo. Finse l'antichità, che Igia fosse figliuola di Escolapio, ma Orfeo in vn suo hinno stimò quella essere sua moglie; che altro non è, che la Dea Salute, laquale ne i riuersi di molte medaglie si vede insieme con Escolapio, tenente vn serpe in mano. Si aggiugneuano ancora i cani al suo Tempio, perche si dice, che questo Iddio fu nodrito dalle poppe canine. Era appresso coronato di Lauro, per hauere in se quell'arbore di molti rimedij. Si sacrificauano etiandio ad Escolapio le galline, & la capra; percioche si dice, che la capra non si troua mai senza febre. Oltre di ciò noi diremo, che Escolapio fu chiamato Epidaurio, dalla città di Epidauro nel Peloponneso, doue si dice questo Dio hauere habitato, & da ciò quella citta esserli stata consecrata; conciosia che quiui Escolapio era adorato; nella qual città, scriue Pausania essergli stato dedicato vn Tempio, & drizzatoli il suo simolacro. Dalla qual città esso Escolapio fu trasportato à Roma in imagine di vn Serpente, laquale istoria è notissima, & ne scriue Ouidio ne'Fasti, & nelle Metamorfosi, & Propertio nelle Elegie in questi versi.
Et deus extinctum Cressis Epidaurius herbis
Restituit patrijs Androgeona focis.

   Questo Dio tennero alcuni, che fosse sbarbato, & alcuni barbato. Luciano nel suo dialogo de Gioue Tragedo lo pone barbato con queste parole, che tradotte latine dicono cosi.
    Quare ne te adolescentulum erga nos geras; sed quae tibi videntur, ea loquere animo intrepido; nec vereate quòd imberbis concionem habeas, cùm habeas filium tam ingentis ac promissae barbae Aesculapium.
   Nondimeno Pausania scriue essere stata drizzata la statua ad Escolapio appresso i Fliasij senza barba. Onde noi leggiamo in Valerio Massi-
mo al li-

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