Full text: Erizzo, Sebastiano: DISCORSO DI M. SEBASTIANO ERIZZO. Sopra le Medaglie de gli Antichi.

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serui presenti, & di sacrificare, si uietaua però sotto gran religione di stare quelle presenti al sacrificio di Ercole, ò di toccare le interiora, ouer di mangiare delle uittime, ò pur di mettere le mani sopra l'ara, oueramente di uedere quelle solennità. Et la cagione di ciò scriue Plutarco. Diedero ancora ad Ercole gli antichi tre pomi in mano, co i quali voleuano significare, quello non essere iracondo, nè auaro, nè attendere à i piaceri disonesti. Onde dicono alcuni che i Beotij sacrificauano ad Ercole i pomi. & cosi alcuni simolacri di Ercole si vedeuano fatti da gli antichi, che portauano nella sinistra tre pomi. Et uedesi fin hora nel Campidoglio vn Colosso di rame d'Ercole che porge con la mano vn pomo; ilquale, per quanto s'intende, fu ritrouato in quel loco, doue anticamente fu l'ara Massima di esso Ercole, al foro boario, allaqual statua di bronzo di Ercole si legge questa inscrittione: Herculi, pollenti, potenti, inuicto. Fu dedicato ad Ercole il popolo albero, del quale i sacerdoti Salij si faceuano ghirlande, uolendo fare ad Ercole sacrificio, come rende Virgil. testimonio, con questi versi.
Tunc Salij ad cantus incensa altatia circum.
Populeis adsunt euincti tempora ramis.

   Del quale albero si vede questo Dio coronato nelle medaglie. Furono da lui in occidente drizzate due colonne, dette Erculee dal suo nome in quel loco, & altrimenti chiamate Abila, & Calpe; dou'egli quasi chiudendo ristrinse le bocche del mare Mediterraneo, perche le balene & le grandissime bestie dell'Oceano non entrassero in questo mare, quando egli peruenuto à i confini dell'Europa & della Libia quelle fermò, per memoria del suo viagio. Onde Bacco ancora & Alessandro ne i termini delle loro vittoriose imprese, si come Ercole, posero per memoria le colonne. Et in tanto onore fu appresso gli antichi il nome di Ercole, che i sommi Imperadori Romani non pur elessero di essere chiamati di questo nome, ma ancora di portare le insegne di quello; come fu Commodo, Caracalla, Alessandro Seuero, Massimiano, Eraclio; di alcuni de quali io ho vedute l'antiche medaglie con l'abito di Ercole; si come de i Principi esterni, d'Alessandro Magno, di Filippo suo padre, di Aminta, di Seleuco, & d'altrï. Infra le quali medaglie io ho veduto vn bellissimo medaglione col cerchio di gran rileuo, di Commodo, vestito il capo della pelle leonina, con tale iscrittione d'intorno. L. AELIVS. AVRELIVS. COMMODVS. AVG. PIVS. FELIX . Hauea per riuerso la claua, l'arco, & il turcasso, con queste lettere. HERCVLI. ROMANO. AVGV . La qual claua, con l'arco, & le saette furono l'armi di Ercole. Percioche esso Ercole, essẽdo giouane apprese quest' arte del saettare da vn pastore di Scithia, chiamato Teutaro: & alcuni vogliono ch'egli la imparasse da Radamanto, & altri da i pastori d'Amfitrione, & altri da Chirone; della quale molto si valse ne i suoi gloriosi combattimenti. Egliè fama, che doppo la vittoria ch'esso hebbe contra i Giganti consacrasse la sua fortissima claua a Mercurio, la quale dicono essere stata di oleastio, & che quella ripullulò, & fatte le radici diuenne vn bellissimo albe-
ro. Ra-

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