Full text: Erizzo, Sebastiano: DISCORSO DI M. SEBASTIANO ERIZZO. Sopra le Medaglie de gli Antichi.

395.

chissime tratte da i sepolcri si sono trouate. Conciosia che tanta fosse l'industria del popolo Romano, & tante le spese, che liquefacendo artificiosamente l'oro à guisa d'un grasso liquore, quello lunghissimamente & per molti secoli nodrisse & mantenesse il foco perpetuo, & questo sotto terra, che è cosa piu marauigliosa, senza aiuto di aere. Benche si giudichi, che vi facessero alcuni occulti canali ouer respiracoli di fuori tirati nell'aere circostante, i quali dentro l'aere riceuessero, & cosi portassero vn poco di vẽto à quel foco perpetuo. Del raccogliere di queste ceneri, & di tal costume sopra cio osseruato si leggono appresso Erodiano al lib. 3.queste parole. Nam corpusculo ignibus tradito, cinerem ipsum cum odoribus in vasculum alabastri coniectum Romam ferebant, vt videlicet in sacris Principum monumẽtis componeretur. Et ancora il medesimo al lib. 4. scriuendo dell'vrna & delle ceneri di Settimio Seuero, dice cosi. Igitur Principes ipsi cum purpura Imperatoria, post sequebantur Consules vrnam cum Seueri reliquijs gestãtes. Qui autem nouos Imperatores consalutauerant, praegressi deinde vrnam quoq; ipsam supplices adorabant. Ita comitati magna pompa, composuerũt ipsam in templo, vbi Marci & superiorum Principum sacra visuntur tẽpla, monumentaq́;. Et Suetonio ancora in Augusto scriue cosi, facendo mẽtione della sua funeral põpa. Nec defuit vir praetorius, qui se effigiẽ cremati euntẽ in cęlum uidisse iuraret. Reliquias legerũt primores equestris ordinis tunicati & discincti, pedibusq́; nudis, ac in mausoleo condiderunt. Dalle quali parole si scorge, che nel funerale de gl'huomini grandi in alcun loco gli huomini raccoglieuano le ceneri del morto, & douendo quelle altroue portare à i Mausolei de i lor maggiori, portauano ancora sopra le spalle l'urna con le ceneri. Vediamo ancora, che ad esse ceneri aggiugneuano liquori odoriferi, come rende chiaramente Erodiano testimonio; & per quanto io ho udito di re, si è rittouato in sepolcri antichissimi, all'apertura de i quali spirauano soauissimi odori. Ma di q̃ste fiale riposte ne'sepolcri de'Romani scriue ancora Erodiano al lib. 4. Cadauer efferri iussit, compluribusq́ue ignis rogum strui, deinde impositum in mediũ, mactatisq; oẽ genus aĩalib. subiecit ignẽ, phialamq́ue manu tenens, vinumq́ue libans, ventos precabatur. Ancora di questo artificioso lume, che anticamente si costumaua di riponere ne' sepolcri de gli huomini potenti, oltre un luogo di Plinio, che cel mostra, ce lo conferma ancora Appiano matematico nel suo libro delle antichità, parlando di vno antichissimo sepolcro ritrouato in Padoua, l'anno di nostro Signore M.D. Patauij monumentum vetustissimum nuperrimè repertum, videlicet vrna fictilis, cum inscriptione infrascriptorum sex uersuum; intra quã reperta est lucerna adhuc ardens, intra duas ampullas. altera auro, altera argento, purissimo liquore quodã plenae, quarũ uirtute creditur per multos annos lucernam hanc arsisse. Erant autem uersus primi sex tales.
Plutoni sacrum munus ne attingite fures
Ignotum est vobis, hoc quod in urna later.
Namque elementa graui clausit digesta labore,

Vase

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