Full text: Erizzo, Sebastiano: DISCORSO DI M. SEBASTIANO ERIZZO. Sopra le Medaglie de gli Antichi.

383.

ettare. Di che rende testimonio Claudiano poeta al lib. 1. de Laudib. Stil. con questi uersi.
Stupuere seueri
Parthorum proceres, & plebs pharetrata videndi
Flagrauit studio. &c.

   Della Parthia prouincia, & de gli habiti & costumi de i populi Parthi leggasi Giustino al lib. 41. Veggasi ancora Solino al Cap. 59. Martiale. P. ancora al lib. 10. Epigram. 71. cosi scriue.
Ad Partos procul ite pileatos.

   Ma se noi ancora uorremo conoscere la maniera dell'armatura & del cõ battere di questi popoli Parti, leggeremo Dione, il quale nel lib. 40. scriue in questo modo. Ac de populo quidem isto, regioneq́ue, tum quae propria ipsorum vitae instituta sint, multi scripserunt; neque mihi ea persequi consilium est. Armatura eorum, vsusq́; armorum (huius enim rei expositio sermoni nostro coniunctior est, isq́; ea opus habet) talis est. Scuto nihil tribuunt, sed sagittis iaculisq́ue ipsi equites vtuntur, armatiq́ue maiori ex parte. pedites inter eos pauci sunt, ijq́ue in firmiores, sed & ipsi sagittarij: ad quod à pueritia exercentur, coelo ipsis suo ac regione ad vtrunque conducente. Regio enim plana, vt primum est, & cum ad alendos equos, tum ad equitandum aptissima. Itaque armenta tota equorum in bellis ducunt; vt subinde mutatis equis, subitò ex longinquo adequitare, rursusq́; repente procul referre pedem possint. &c. Di questi popoli scriuendo ancora Plutarco, dice nella uita di Demetrio, che sogliono i Re de Parti non solamente dilettarsi, ma gloriarsi molto in aguzzare le punte de dardi. Ma è opinione del signor Clemente Teuenino, persona molto giudiciosa intorno alle cose antiche, che possa ancora essere, che tal figura pileata sia Castore, il quale molto di caualli si dilettaua, con quella stella sopra il suo pileo, nella maniera che questo Iddio si uede nelle antiche memorie descritto. Et tanto piu, essendo chiamato esso Castore da gli scrittori, gran caualcatore, come noi leggiamo in Luciano, in quel Dialogo intitolato, Amores; doue egli scriue cosi. Quomodo uero non amaret illum in palaestris quidem Mercurium, inter lyrasautem Apollinem, equitatorem vero Castorem, diuinas autem uirtutes mortali prosequentem corpore. &c.
   Ma che gli Iddij Castori si dilettassero de'caualli, noi habbiamo i testimoni delle antiche medaglie: conciosia che io habbia appresso di me vna medaglia in rame di Massentio Imperadore de gli vltimi, grande, nel cui riuerso veggonsi due figure ignude di dui giouani, con le stelle sopra la testa; delle quali con l'una mano tiene ciascuna un cauallo, & con l'altra s'appoggia sopra un'asta; & leggesi cotale iscrittione d'intorno. AETERNITAS. AVG . . . . . Le quali figure sono senza dubbio i Castori, che di caualli si dilettauano, come s'è detto. Conciosia che si troui ancora la medaglia in oro, & in rame, di Filippo Re de' Macedoni, nel cui riuerso è segnata la statua di Filippo à cauallo, con tale iscrittione
ΦΙΛΙΠ-

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