Full text: Erizzo, Sebastiano: DISCORSO DI M. SEBASTIANO ERIZZO. Sopra le Medaglie de gli Antichi.

367.

belle & saggie parole habbia da prima la religione à gli huomini mostrata, & di quelli gli agresti & rozzi costumi ridotti alla uita politica. Le quai cose da coloro, che fecero battere tal medaglia, furono à questo Principe attribuite, cioè la religione, la santità, la dottrina, la filosofia, & la eloquentia, essendo l'anima umana di musicali proportioni composta. Percioche chiama Platone nel Timeo l'anima concento & concordia; & altri filosofi la chiamarono armonia. Onde all'huomo saggio & pieno di filosofia & dottrina il concento musicale è attribuito. Però per veneratione & gloria di Marco fu da Greci tal medaglia battuta. Ma per ragionare alquanto di questa imagine di Orfeo, noi diremo, che esso Orfeo fu huomo saggio, d'ingegno & di eloquentia ornato, dottissimo nella filosofia, & nella disciplina delle arti; il quale (come noi di sopra dicemmo) gli huomini irragioneuolmente uiuenti, di sieri & crudeli rese piaceuoli & mansueti, & ornò di buoni costumi. Onde si dice, lui hauer mosso le bestie, gli vccelli, i fiumi, i sassi, & gli arbori col suono della citara. Il quale ancora, Euridice nimfa allettando col suo dolce suono, l'hebbe per consorte. La quale dal serpente uccisa, discendendo egli all'inferno, col soaue suono della citara hauendo placato Plutone, dicesi hauer liberata, con questa legge, che riuolgendosi indietro quella non riguardasse, fino ch'egli non uscisse fuori della porta dell'inferno. La qual legge non hauendo osseruata, perdè la racquistata moglie: di che fa mentione Vergilio, quando disse. Si potuit manes accetsere coniugis Orpheus. Questi adunque consecrato nel numero de gli Iddij, era da gli antichi in tal modo figurato. Dipigneuasi un'huomo in abito filosofico ornato della Tiara Persiana, sonando & toccando con la mano la citara. Et dinanzi à lui ui erano diuersi animali, che gli leccauano i piedi, cioè Lupi, Leoni, Orsi, serpenti, & uccelli di diuerse sorti, che uolauano intorno à quello, monti & arbori che gli si inchinauano, & sassi dalla musica commossi & tirati. Fu ancora Orfeo sacerdote, perche egli fu Theologo; il quale (come sì è detto) con la dolcezza della eloquentia, gli huomini uiuenti à guisa di bestie, rese ragioneuoli & mansueti, & quegli di vaghi, duri, & feroci compose. da che hebbero occasione di sauoleggiare i poeti, lui con la musica hauer tirate & mosse le bestie, gli vccelli, i fiumi, i sassi, & gli arbori. In cotal modo Amsione edificatore di Thebe, ancora egli con l'arte oratoria, fingesi col canto hauer tirate le pietre, & ragunate insieme alla fabrica delle mura di quella città. Percioche à quegli huomini innanzi stupidi, & delle leggi ignoranti, & che dispersi viueuano, persuase, che conuenissero insieme, con la dolcezza della eloquentia, & che si fabricassero le mura, raccogliendosi alla difesa & sicurezza commune. Ma uogliono alcuni, che questa fauola di Orseo sia un'allusione all'arte musicale, interpretando questo nome di Orfeo, ottima uoce, & Euridice, giudicante le cose profonde, con altre allegorie alla scientia & alla Theorica della musica appartenẽti. La qual fauola (come sì è detto) dinotandoci & disegnandoci l'arte musicale, ha misticamente riguardo all'altezza, & alla inquisitione di detta scientia, nel cõ-
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