Full text: Erizzo, Sebastiano: DISCORSO DI M. SEBASTIANO ERIZZO. Sopra le Medaglie de gli Antichi.

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steriori latini. ci scopre il mutamento, che la lingua latina fece ne i tempi che succedettero, nell'ortografia, si come noi altroue dichiarato habbiamo. La Dea Fortuna, oltre molti altri cognomi, fu ancora da i Romani chiamata obsequens, cioè Indulgente, ouero Clemente, si come nellę antiche iscrittioni si legge: & particolarmente à Como si ritroua un sasso, in cui queste lettere si veggono scritte. FORTVNAE OBSEQVENTI ORD. COMENS. VOTO. PRO. SALVTE. CIVIVM SVSCEPTO .
Figure
Type: drawing

    LA MEDAGLIA di Antonino Pio, di mezana grandezza, in rame, & d'eccellente maestro, con lettere tali. ANTONINVS. AVG. PIV S.P. P . Ha per riuerso la figura di vna dõna giacente, che tiene il destro braccio alzato, & il sinistro sotto la testa, & par che sia addormẽtata. Vedesi poi scender di alto come dal cielo vn'altra figura di huomo armata di scudo & d'un asta;con lettere a i piedi. S. C . Et con altre lettere intorno. TR. POT. COS. III . Questa medaglia fu battuta in Roma à particolar onore di questo Principe:& le due figure sono di Marte Iddio, & di Rea Siluia vergine vestale; il qual Dio Marte par che scenda dal cielo, per venirsi à giacere con Rea. Le quali figure si veggono in tale medaglia segnate, per significarci l'origine di Roma: conciosia che si tenga, che Romolo & Remo fondatori della città nascessero di Rea Siluia, & del Dio Marte. Di che fa mentione Liuio al lib. 1. della prima Deca conqueste parole. Pulso fratre Amulius regnat. addit sceleri scelus. stirpem fratris virilẽ interimit. fratris filiae Rheae Syluiae, per speciem honoris, cum vestalem eã legisset, perpetua uirginitate spem partus adimit. Sed debebatur (vt opinor) fatis tantae origo vrbis, maximiq́ue secundum deorum opes Imperij principium ui compressa vestalis cum geminum partum edidisset, seu ita rata, seu quia deus author culpae honestior erat, Martem incertae stirpis patrẽ nuncupat.&c. Le due figure adunque di Rea & di Marte, sono qui segnate, per dinotare l'origine di Roma. Di questo nascimento, & del Dio Marte noi habbiamo in conformità il testimonio de' poeti. Virgil. nel lib. 1. dell'Eneida cosi scriue.
Hic iam tercentum totos regnabitur annos
Gente sub Hectorea, donec regina sacerdos
Marte grauis geminam partu dabit Ilia prolem.
Inde Lupae fuluo nutricis tegmine laetus
Romulus excipiet gentem, & mauortia condet
Moenia, Romanosq́ue suo de nomine dicet.

   Et ancora al lib. 7. il medesimo poeta, dice.
Gollis Auentini Sylua quem Rhea sacerdos

V 4 Furtiuum

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