Full text: Erizzo, Sebastiano: DISCORSO DI M. SEBASTIANO ERIZZO. Sopra le Medaglie de gli Antichi.

329.

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Type: drawing

    LA MEDAGLIA di Antonino Pio, Greca, grande, in rame, in età senile, con lettere tali. ΑΥΤ. Κ. Τ. ΑΙΛ. ΑΔΡ. ΑΝΤΟΝΕΙΝΟC. CΕΒ. ΕΥC . che in Latina lingua suonano cosi. IMP. CAES. TITVS. AELIVS. ADRIANVS. ANTONINVS. AVG. PIVS . Ha per riuerso i dodici segni celesti, & li sette pianeti, con un Gioue Capitolino in mezo, & sono li dodici segni celesti: l'Ariete, il Tauro, i Gemini, il Cancro, il Leone, la Vergine, la Libra, lo Scorpione, il Sagittario, il Capricorno, l'Acquario, i Pesci. Li sette Pianeti sono rappresentati nelle lor teste ouero imagini proprie, Saturno, Gioue, Marte, il Sole, Venere, Mercurio, & la Luna. Questa medaglia non fu battuta in Roma, ma da alcuna città della Grecia soggetta al Romano Imperio, per veneratione di Antonino Pio, attribuendo à questo Principe la persona di Gioue, stante nel mezo del del mondo fra i corpi celesti de'sette Pianeti, & de i dodici segni, volendo dimostrare & onorare la prouincia di Antonino, nel gouerno del'Imperio del mondo. Ouero, se perauentura noi dicessimo, che tal medaglia fosse battuta ad esso Antonino doppo la sua morte, per memoria, attribuendo à quello la diuinità; sì come noi leggiamo nelle istorie, che fu doppo morte deificato, per la sua pietà, bontà, & santimonia, come ci rende testimonio Giulio Capitolino nella sua vita con tali parole. Cum iucunditate à Senatu DIVVS est appellatus cunctis certatim adnitentibus; cum omnes eius pietatem, clementiam, ingenium, sanctimoniam laudarent; decreti sunt etiam omnes honores, qui optimis Principibus ante delati sunt. Meruit, & flaminem, & Circenses, templum, & sodales Antonianos. &c. Onde, si come da' Romani fu col nome di Diuo consacrato, così noi possiamo credere, che doppo morte da alcuna città Greca fosse deificato, & per questa medaglia gli fossero i diuini onori attribuiti. Percioche fu costume di Greci adulare con eccessiui titoli, & onori i lor Principi, & gl'Imperadori Romani, & per gratificarsi quelli, attribuir loro quegli onori, che à gli Dei si conuengono, come in altre medaglie Greche ancora si può conoscere. Il che accioche piu chiaramente scorgere possiamo, oltre molti altri essempi, che nelle antiche medaglie appariscono, noi lo possiamo vedere da vna medaglia picciola, in rame, greca; nella quale non si vede alcuna testa d'Imperadore Romano; ma dall'vn de lati si vede la testa di vn Senatore senza barba, dall'altro la testa di vna città. intorno alla resta del Senatore leggesi questa iscrittione in lettere greche. ΘΕΟΝ. CΥΝΚΛΗΤΟΝ . cioè Diuum. Senatum. Intorno à quell'altra testa della città leggonsi tali lettere. ΘΕΑΝ. ΡΩΜΗΝ . cioè Diuam. Romam. La qual medaglia io giudico che fosse battuta in tẽpo della Romana Republica dalle città della Grecia, per veneratione ouero per adulatione del Senato & popolo Romano, figurãdo da vna parte l'imagine d'vn Senatore, dall'altra l'imagine della città di Roma, sotto deità del-
la Dea

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