Full text: Erizzo, Sebastiano: DISCORSO DI M. SEBASTIANO ERIZZO. Sopra le Medaglie de gli Antichi.

304.

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Type: drawing

    LA MEDAGLIA di Adriano, di mezana grandezza, in rame, greca, col petto, & di buon maestro, con lettere tali. ΑΥΤΟΚ. ΚΑΙCΑΡ. ΤΡΑΙΑΝΟC. ΑΔΡΙΑΝΟC. cioè. Imperator. Caesar. Traianus. Hadrianus. Ha per riuerso due altre teste di due giouani pileati con la laurea, & col petto, le quali sono simigliantissime l'una all'altra, & ui si veggono due stelle in cima la testa, intorno alle quali si leggono queste lettere. ΗΚΥ. ΤΡΙΠΟΛΕΙΤΩΝ. cioè Tripolitarum. Questa medaglia fu battuta per onore di questo Principe da Tripoli città della Fenicia, della quale scriue Strabone al lib. XVI . con queste parole. Post Orthosiam & Eleutherum est Tripolis, quae nomen à re ipsa accepit, tres enim vrbes habet, Tyrum, Sidonem, & Aradum. &c. Ancora Stefano de Vrbibus in conformità ne fa mentione. τρίπολις, πόλις φοινίκης, διὰ τὸ έκτριῶν πόλεων ἔχ{ει}ν ἀποικίας, Α??ράδου, τύρωυ, Σιδῶνος ?? ὡ πολίτης, τριπολίτης. Le teste di quei due giouani laureati, & pileati, sono gli Iddij Castore & Polluce, per le due stelle, che di sopra lo dimostrano: i quali Iddij erano perauentura gli Iddij proprij della città di Tripoli. Questi Castori, che furono da Greci chiamati Dioscuri, scrissero gli antichi, essere nati di Gioue & di Leda; i quali erano figurati sotto la forma di dui fratelli, robusti & belli, che portano certi pilei in capo, sopra le cui teste si ueggono due stelle. Figurauansi ancora questi Castori sedenti sopra dui caualli bianchi, che di notte apparuero à P. Vacieno, ritornando à Roma; i quali gli dissero, che il Re Perseo era stato preso in quel giorno, la qual nuoua colui rapportò al Senato. Sc riuesi etiandio, che il Tempio di Castore & Polluce fu da A. Postumio dedicato nel foro. Chiamano questi i Greci Dioscuri, quasi figliuoli di Gioue; percioche scriuono alcuni, Gioue trasmutato in forma di stella, hauer vitiata Leda, & generato Castore & Polluce, & dapoi Elena. Ma alcuni altri affermano, Gioue conuertito in cigno, essersi giacciuto con Leda, dal quale nacquero Polluce & Elena; la medesima notte hauendo Leda hauuto commercio con Tindaro Re di Laconia suo marito, hauere da quello partorito Castore, questo mortale, & quelli primi immortali. Credeuano gli antichi, che le due stelle di Castore & Polluce nel loro apparire serbassero i nauiganti dalle tempe stose onde del mare. come mostra Horatio in questi versi.
Dicam & Alciden, puerosq́; Ledae,
Hunc equis, illum superare pugnis
Nobilem; quorum simul alba nautis
Stella refulsit.

   Da che furono chiamati σωτῆρες cioè seruatori, come scriue Orfeo.
   Furono ancora detti Gemini, & gemelli, come scriue Catullo.
    Seq́; dedicat tibi gemelle Castor, & gemelle Castoris.
   Furono appresso chiamati Pileati, come noi leggiamo in Catullo.
R 4 A Pilea-

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