Full text: Erizzo, Sebastiano: DISCORSO DI M. SEBASTIANO ERIZZO. Sopra le Medaglie de gli Antichi.

295.

Figure
Type: drawing

    LA MEDAGLIA di Adriano, grande, in rame, Greca, col petto, & con lettere Greche frammentate per l'antichità. ΑΥΤ. ΚΑΙ . . . . . cioè. Imperator Caesar. . . . Ha per riuerso la figura di una Dea sopra un carro tirato da dui serpenti, la qual figura ha due facelle nelle mani, con lettere breuiate tali. LI . . . . Questa medaglia fu battuta, per memoria di questo Principe da alcuna delle città della Grecia, il nome della quale non si uede in detta medaglia espresso, per non hauerui altre lettere. Questa Dea dal riuerso della presente medaglia tirata da due serpenti, è la Dea Cerere; la quale douea essere perauẽtura la Dea propria dalla città adorata, che fe battere questa medaglia. si come io ho ancora veduto in un medaglione Greco, in rame, di Antonino Pio, che ha per riuerso questa medesima Dea, che porta nelle mani due facelle, tirata sopra vn carro da dui serpenti, intorno alla quale si leggono lettere, che esprimono il nome della città, che la fece battere. Et perche s'intenda la cagione, perche fu cosi figurata questa Dea, diremo, che Cerere Dea delle biade, per quel che fauoleggiano i poeti, fu figliuola di Saturno & di Opi; & dicono che costei piacque à Gioue suo fratello, & che di lui hebbe Proserpina; la quale essendo stata rapita da Plutone, nè ritrouandola Cerere, dicono che ella accese due facelle, & che con grandissimi gridi la cercò per tutto il mondo. La sua carretta era guidata da i serpenti, & à questa Dea furono anticamente ordinati sacrifici, che da Greci furono chiamati Thesmofori. Per questa Dea intesero i poeti la terra, & fu detta Dea delle biade. produce i pomi, onde la dissero Pomona, & tanti altri diuersi frutti, i quali si raccolgono de gli arbori da lei nodriti. Et fa che gli arbori, le piante tutte, & ogni herba s'adorna di bei fiori; & fu perciò detta etiandio Flora; & Paleancora da i paschi, i quali ella empie di verdi herbe. Fingono adunque i poeti, che Cerere mostrò anticamente alle genti, come s'hauea da coltiuare la terra, seminare il grano, & raccoglierlo; & mostrò loro etiandio le leggi, sotto le quali hauessero da uiuere, onde ella meritò doppo morre di essere come Dea adorata. Dicono che à Cerere fu grata la Sicilia; perche quell'isola è molto fertile, & larga producitrice del grano. Et per spiegare l'occulto senso che in se contiene la fauola, diremo, che Cerere è la terra, & Gioue è la temperanza del cielo & il caldo, per opra delquale à suoi tempi crescono le biade & maturano. Proserpina sua figliuola è tenuta in uece delle biade, le quali per li gittati semi ne'solchi, se la temperanza del cielo non opra in quelle, non possono crescere; & se dal caldo di quello non riceuono aiuto, non si rendono mature. Onde cosi di Gioue & di Cerere nasce Proseipina, la quale allora da Plutone, che per l'inferiore emispero della terra s'intende, è rapita, quaudo il seme gittato ne' solchi nõ nasce; il che alle uolte auiene per la troppo frequentata seminatione, da cui si fattamente la buona terra viene esausta di humo-
re, che

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