Full text: Erizzo, Sebastiano: DISCORSO DI M. SEBASTIANO ERIZZO. Sopra le Medaglie de gli Antichi.

255.

   Facendo poi esso Claudiano mentione delle fiere, & de gli horribili animali di questa prouincia, scriue ancora cosi.
Nanq; feras alijs tellus Maurusia donum
Praebuit, huic soli deber ceu victa tributum.
Duni nos horribiles Libyae scrutamur alumnos,
Europae vos interea percurrite saltus &c.

   Etaucora piu oltte scriue in questo modo.
Iamq́; pererratis Libyae flagraritibus oris,
Legerat eximios phoebi ge??mana leones,
Hesperidas qui saepe fugant, ventoq́ue citatis
Terrificant Atlanta iubis, armentaq́ue longe
Vastant AEthiopum, quorumq́; impune fragosa
Murmura pastores nunquàm excepere per aures. &c.

   Quella cesta di spiche per cio si vede à i piedi della prouincia dell'Africa, percioche questa prouincia si dipigne in figura di dõna, alcuna volta dimostrante con le mani le spiche, altra volta con vn cestone à pedi pieno di esse spiche; & ancora si vede con due naui cariche di frumento sotto i suoi piedi. Onde per la nota della spica s'intende la prouincia dell'Africa, dalla fertilità frumentaria della sua terra, della quale ci fa fede Horatio poeta, con questo verso
    Quicquid de Libycis verritur areis.
   Il che si tolse egli da Pindaro poeta Greco, il quale, facendo mentione dell'Africa, cosi la chiamò ne gli Istmij. πυροφόρονλιβὺαν. Cioè l'Africa larga producitrice de frumenti. Poi della fertilità dell Africa, segnificata per lo cornocopia, & per lo cestone pieno di spice, rende Solino testimonio, al cap. 29. con tali parole. In agro Byraceno qui pater ducentis passuum vel amplius millibus, glebis ita praepinguibus, vt victa ibi semina cum incremento centesimae frugis renascantur. Ancora Pomponio Mela, scriuendo dell'Africa, cosi dice al lib. 1. cap. 3. Quantum incolitur eximiae fertilis est.&c. Oltre di cio nel medesimo lib.I. parlando di questa prouincia, scriue. Vltra est Oea oppidum & Cinyps fluuius per vberrima arua decidens. &c. Accenna parimente l'abondanza dell'Africa Martiale p. al lib. 6 Epig 8 5.in quel verso
   Possideat Libyens misses, Hermumq́ue, Tagumq́ue.
   Ma, perche si vede nella destra mano di questa prouincia dell'Africa lo scorpioue, diremo, che cotale animale è molto velenoso in quella terra. di che noi habbiamo il testimonio di Plinio nel lib. 11. al cap. 25. il quale scriue cosi. Similiter his & scorpiones terrestres vermicules ouorum specie pariunt, similiterq́ue pereunt: peslis importuna veneni serpentium, nisi quod grauiore supplicio lenta per triduum morte conficiunt. Virginibus laetali semper ictu, & foeminis serè in totum. Viris autem in matutino, exeuntes cauernis priusquàm aliquo fortuito ictu ieiunum egerant venenum. Semper cauda in ictu est, nulle q́ue momento meditari cessat, ne
quando

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