Full text: Erizzo, Sebastiano: DISCORSO DI M. SEBASTIANO ERIZZO. Sopra le Medaglie de gli Antichi.

235.

& dell'auaritia del fratello, di fuggirsi con tutti i suoi tesori da Sidone sua patria, & trappassare in Africa, doue edificò la noua città di Cartagine, si come fa fede Vergilio nel 1. dell'Eneide.
Obstupuit primo aspectu Sidonia Dido.

   Et poi nel quarto.
Nunc media AEneam secum per moenia ducit,
Sidoniasq́; ostentat opes, vrbemq́ue paratam.

   Della qual Didone, & della sua fuga rende parimente testimonio lo istesso Virgil.P.nel primo dell'Eneida, con questi versi,
Punica regna vide, Tyrios, & Agenoris vrbem,
Sed fines Libyci, genus intractabile bello.
Imperium Dido Tyria regia vrbe profecta
Germanum fugiens longa est iniuria, longae
Ambages, sed summa sequar fastigia rerum, &c.

   Nel qual luogo scriue esso Poeta tutta la historia della fuga di Didone, doppo la morte di Sicheo suo marito, per tema della crudeltà di Pigmalione suo fratello. Ancora della città di Carthagine, & di questa Didone scriue Giustino al lib. 18. La onde io penso, che questa figura sopra questa naue, che dal riuerso di tal medaglia si uede, sia Didone fuggiente dalla patria, che và in Africa co i suoi tesori. La qual Didone segnarono i Sidonij nella medaglia, come per loro impresa, hauendo dalla loro città tratta origine la famosa Reina di Cartagine, si come noi in molte altre medaglie Greche vediamo, che hanno ne i riuersi segnate diuerse imprese proprie delle città, che le hanno battute, & che à quelle variamente s'appartengono.
Figure
Type: drawing

    LA MEDAGLIA di Traiano, di mezana grandezza, in rame, Greca, con lettere tali. ΑΥΤΟΚΡ. ΚΑΙ. ΝΕΡ. ΤΡΑIΑΝΩ . . . . cioè. Imperatori. Caesari. Neruae. Traiano. Ha per riuerso vn Tempio sopra quattro colonne fondato, che ha vn'augello in cima; dentro il quale si uede una cosa eminente à guisa di vn monte, che per l'antichità mal si può discernere quello che sia. sotto il qual Tépio si leggono lettere tali Greche. ΖΕΥC. Α. ΚΛCΙΟC . cioè Iupiter Casius. Et d'intorno altre lettere. CΕΛΕΥΚΕΩΝ ΓΕΙΕΡΙΑC cioè. Pieriae. Seleucensium. Questa medaglia fu battuta per gloria & veneratione di questo Principe dal castello di Seleucia, il quale fu ancora anticamente nominato Pieria, posto nella Siria Antiochena, del quale scriue Plinio al lib. quinto, cap. XXI. In premontorio autem Seleucia libera Pieria appellata. Et ancora al cap. XII. Laritudo à Seleucia Pieria ad oppidum in Euphrare. &c. La qual città fu edificata, ouer restituita da Antioco figliuolo di Seleuco, si come Plinio ancora rende testimonio al lib. VI. cap. XVI. Antiochus Seleuci filius eodem
N 2 loco

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