Full text: Erizzo, Sebastiano: DISCORSO DI M. SEBASTIANO ERIZZO. Sopra le Medaglie de gli Antichi.

197.

tes calidi opiparo exculti apparatu ad usus mortalium. Quibus fontibus pręsul est Mineruae numen, in cuius aede perpetui ignes nunquam canescunt in fauillas, sed ubi ignis tabuit, vertitur in globos saxeos &c. Ma fingono etiandio Minerua essere nata del capo di Gioue, con la quale fittione vogliono intendere, che la sapientia sia nata & prodotta dalla mente del sommo Dio; percioche fingendosi senza madre, si uiene à dimostrare che non altronde, che dalla sostanza di Dio, habbia hauuto principio, & ch'egli ne sia il datore. Lo scudo di questa Dea fu marauiglioso, & fabricato con grande artificio, la cui sorma cosi scriue Virgil. al lib. 8. dell'Eneide.
Aegidaq́; horricam turbatae Palladis arma
Certatim squam mis serpentum, auroq́ue polibant.
Connexosq́; angues, ipsamq́ue in pectore Diuae
Gorgona desecto vertentem lumina collo.

   Il detto scudo fu chiamato Egide, il quale nel suo crollare metteua gran terrore à coloro che essa voleua, ouero gli accendeua alla guerra. Fu questa Dea creduta essere presidente alle porte delle città & delle priuate case, come scriue Eschilo nelle Eumenidi. Le cui parole cosi latinamente suonano.
    Claues domorum sola Dijs ex omnibus Seruo.
   Perche la sapientia è moderatrice di tutte le città, & delle priuate case; potendosi lungamente quella sola città, ouer casa conseruare, che obedirà alle leggi di Minerua, cioè alla modestia, & alla parsimonia, & alla temperantia. Fu tenuto il Palladio essere caduto da cielo, per essere la sapientia vna cosa diuina. Non mancarono alcuni, che credettero Minerua essere la forza del Sole, la quale infonda alle menti umane la sapientia: à cui attribuirono molti serpenti, per lo piegato corso del Sole nel Zodiaco. Lo splendore dello scudo stimarono che fosse la chiarissima natura di quello. portaua essa Dea nel petto il capo di Gorgone; percioche niuno può affissare l'acume de gli occhi incontro la chiarezza del Sole. Questa ancora è nata del capo di Gioue, cioè dalla somma parte dell'Etere, la quale è purissima; al qual Gioue furono date le sue forze & virtù, percioche doppo Iddio prima cagione, la forza & la uirtù del Sole è potentissima sopra tutte le cagioni che operano nelle cose umane, la quale fa che alcune muoiano, & alcune nascano, & che sempre si muoua lo scambieuole mutamento delle cose presenti. Et tanto basterà di hauer detto intorno à questa Dea à gli studiosi dell' antichità; uedendosi la imagine di quella variamente figurata nelle medaglie antiche. Infra lequali io ho ueduto un medaglione in rame greco, di ottimo maestro, che da una parte ha una testa di una Dea, con tale iscrittione intorno. ΚΟΡΗ. CΩΤΕΙΡΑ. ΚΥΖΙΚΗΝΩΝ . cio è Virgo. Seruatrix. Cyzicenorum. Cosi fu chiamata Minerua. La quale doueua essere la Dea protettrice de' Ciziceni. Ha dal riuerso la figura di Diana, & un'altra figura ancora con una facella in mano, la quale giudico sia una Cerere, con lettere tali frammentate. . . ΚΗΡΙΟΥ. ΚΥΖΙΚΗΝΩΝ . & di sotto ΝΕΟΚΟΡΩΝ . Cerere fu chiamata da gli antichi κυρια δημήτηρ, cio è Cerere Cirin da i popoli Ciridij, quasi si-
gnora

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