Full text: Erizzo, Sebastiano: DISCORSO DI M. SEBASTIANO ERIZZO. Sopra le Medaglie de gli Antichi.

195.

adorata, come dice Pausania. Et appresso fu cognominata σοτεῖρα, cioè seruatrice. Et ancora Coresia Minerua, come scriue M. Tullio nel Terzo de Natura Deorum. Quarta Minerua Ioue nata, & Polyphe Oceani filia, quam Arcades Coresiam nominant, & quadrigarum inuentricem ferunt. Il qual Corion era vn certo luogo in Creta. Fu detta Minerua Lemnia da gli Ateniesi, per essere stata da i Lemnij consecrata, come dice Pausania.
    Ex omnibus Phidiae operibus potissimum spectabatur Palladis statua, quae à consecrationis autoribus Lemnia appellatur.
   I Cirenensi la chiamarono Minerua Gorgona, & i Romani ancora, come scriue M.Tullio.
    Teq́ue Tritonia armipotens Gorgona Pallas Minerua. &c.
   Sais ancora fu nominata, come rende testimonio Strabone.
    Sais inferioris regionis Aegypti metropolis, vbi Minerua colebatur, in cuius templo Psammetichi sepultura fuit.
   Scriue ettandio Stobeo, che in Sai città di Egitto si adoraua Minerua, la quale si credeua esser Iside; & perciò à i suoi Tempij si aggiugneuano le Sfingi, percioche i sacrificij de gli Iddij conuiensi, che sieno mistici & enigmatici. Era chiamata Pallade Sicionia, il cui Tempio appresso i Sicionij edificò Epopeo Sicionio, essendo uincitore de i Tebani. Scriue Furnuto, che Minerua è l'intelletto di Gioue, il quale è tenuto essere il medesimo con la prouidentia che è in quello. Ond'è che i Tempij della Prouidentia furono dedicati in onore di Minerua. Da che Minerua fu chiamata Prouidentia. Essa è nata dal cerebro di Gioue, perche gli antichi in quella parte del corpo vollero che fosse il reggimento dell'anima.La uirginità dichiara la purità & la nettezza di Pallade; conciosia, che la virtù sia pura, & monda da ogni feccia umana. posero gli antichi Gioue & Minerua diligenti guardiani & conseruatori delle città, & finsero questo nome di Pallade, per la uerde sua giouanezza. Fu Minerua chiamata Dea della guerra, si come ancora in forma di guerriera era fatta la sua statua, con l'elmo in testa, (come noi dicemmo) l'asta in mano, & lo scudo al braccio. Et fu parimente creduta essere Bellona, Dea medesimamente della guerra, & sorella di Marte. Onde à questa Dea faceuano i Romani festa à quattro dì di Giugno, perche le fu consecrato un Tempio in tal giorno, qual promise per uoto Appio Claudio in certa guerra c'hebbero i Romani con i Toscani, della quale egli fu Capitano, & vincitore. Faceuano i Romani sacrificio à Minerua di quelle vittime, ch'erano sue proprie, che erano tori bianchi tal uolta, & tal'altra una giouenca indomita con le corna dorate, per mostrare, dicono, che la uirginità non è soggietta al giogo della libidine, nè da quella punto è macchiata, ma è libera da ogni libidinoso desiderio, & è tutta pura & candida. Ma i Laodicesi in Asia sacrificauano à Minerua vna vergine. Scriuonsi intorno à questa Dea molte allegorie; & appresso molti altri cognomi le sono attribuiti da gli antichi, che per non esser piu longo io ho tacciuti.
   Ma quanto alle allegorie, intesero gli antichi per Minerua la uita contem-
platrice,

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