Full text: Erizzo, Sebastiano: DISCORSO DI M. SEBASTIANO ERIZZO. Sopra le Medaglie de gli Antichi.

160.

IMP. CAES. VESPASIAN. AVG. P. M. TR. P. P. P. COS. III . Ha per riuerso due figure, & un'arbore di uno Dattero in mezo delle figure, L'una delle quali è d'una donna con la mano sotto le guance mesta in uista: & dall'altra parte è un prigione con le mani legate dietro le spalle. Questa medaglia fu battuta à Vespasiano per memoria della impresa della Giudea; nellaquale Vespasiano elesse ancora per uno de suoi Legati Tito suo figliuol maggiore. Onde come prima egli uenne in quella prouincia, tutte le città uennero à sua diuotione. Le lettere del riuerso dicono. IVDEA CAPTA con S. C . La figura della donna mesta è la prouincia della Giudea soggiogata; il cattiuo è un Giudeo. Per l'arbore della palma ci si dimostra il simulacro della Giudea; percioche dall'abondanza che nascono in quella prouincia delle palme, per il segno di quell'arbore è significata la Giudea, come ueggiamo ancora nelle medaglie di Tito, che han per riuerso la detta palma con la iscrittione. IVD. CAP . Ma noi diremo in tal proposito, che in tempo dell'Imperio di Nerone, già era incominciata da i Romani la guerra contra i Giudei; onde parue allora ad esso Nerone, in una impresa di tanta importantia far elettione di Vespasiano, che fosse il Capitano di questa guerra, & à lui cõmetterne tutta la cura, huomo dalla sua prima giouinezza essercitato nella militia, & c'hauea riportate molte uittorie, il quale come priuato cittadino, insieme cõ Tito suo figliuolo sottomise tutte le città, & castelli della Giudea all'Imperio Romano, cõ molte sanguinose battaglie, et con una miserabile strage del populo Hebreo. Ma doppo la morte di Nerone, & la successione di tre Imperadori, cioè di Galba, di Othone, & di Vitellio; malamente uccisi, per le loro sceleratezze, essendo esso Vespasiano constituito Imperadore, & chiamato à quel gouerno da i soldati, contra sua uoglia, fu da lui terminata la guerra Giudaica, cõ la presa di Hierosolima & con l'incendio del suo famoso Tempio, rouina fatale destinata dal sommo Iddio alla gente Giudea, per gli suoi graui peccati, cõmessi contra il Redentor nostro Giesu Christo, la quale molti anni prima da lui fu loro predetta, & da i Profeti. Questa guerra fu fedelmente scritta da Giosefo Hebreo, & da Egesippo poi molto particolarmente in cinque libri, doue tratta della rouina e distruttione della città di Hierosolima. Della Giudea presa leggasi ancora Giustino al lib. 36. doue tratta della origine de Giudei, & successiuamente da cui sia restata soggiogata. Vi è la istessa medaglia, che ha dal riuerso una figura armata in piedi, che pone l'uno de' piedi sopra un'elmo, la qual figura dalla simiglianza che ui si uede, è di Vespasiano istesso, & l'arbore del Dattero in mezo è la Giudea prouincia soggiogata, ch'è la medesima, con tale iscrittione. IVDEA. CAPTA. & S. C . Ma uedesi ancora la medaglia di Vespasiano, di bellissimo metallo, grande, che ha da un lato la sua testa, coronata della sua corona ordinaria, fuor che nell'anteriore parte, uedesi essa corona fiorita. Ha per riuerso la Prouincia della Giudea, e'l prigione, col Dattero, secondo le altre sopradette medaglie, & con la medesima iscrittione di lettere, la qual medaglia io ho appresso di me, & giudico esser una, per quella corona fiorita, che cinge il capo all'Imperatore.
Io ho

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