Full text: Erizzo, Sebastiano: DISCORSO DI M. SEBASTIANO ERIZZO. Sopra le Medaglie de gli Antichi.

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il medesimo Tranquillo ne fa testimonio, dicendo. Diuitiarum & pecuniae fructum non alium putabat, quàm profusionem; sordidos ac deparcos esse quibus ratio impensarum constaret; praelautos, vereq́; magnificos, qui abuterentur ac perderent. Et che la figura del Gambaro fluuiale fusse bene accomodata alla sua natura, noi di sopra il dicemmo; & Suetonio ancora lo afferma, che crescendo à poco à poco i suoi vitij, non curasse piu di ascondersi, ouer di dissimulare la sua natura, con tali parole. Paulatim uero inualescentibus vitijs, iocularia & latebras omisit, nulla dissimulandi cura, ad maiora palàm erupit. Et cosi Nerone, benche desse à credere da principio ad ogniuno, che volesse esser Principe buono & uirtuoso, vergognosamente lasciata la dissimulatione ingannò tutti. Di maniera, che noi nel riuerso di questa medaglia, vediamo & conosciamo vna certa imagine della sua uita, & della sua natura. La qual dobbiamo pensare, che li fosse battuta da alcuna città per incarico suo & per biasimo, per dar à conoscere à gli huomini intendenti sotto un coperto uelo di questi pesci, & sotto vn'occulto significamento, tutta la uita sua & i suoi uitij. La qual cosa dal volgo, ò dalla plebe non poteua essere cosi scoperta, ouer conosciuta; ma solo (come dico) da persone intendenti. Et ne i moderni tempi ancora copertamente sogliono esser biasimati & uituperati i titanni, benche non cosi palesemente & alla scoperta se ne parli, per la paura che i soggeti hanno di quelli. Ma, quanto à i segni di questi pesci, che nel riuerso della presente medaglia si ueggono, se alcuno fosse, che con migliore espositione gli dichiati, à colui io hauerò obligo, & mi sarà carissimo; Credendosi da alcuni, che ne i riuersi di simili medaglie, lequali non si trouano di molto buon maestro, nè di bel dissegno, ma fatte alla greca, di quella maniera che si ueggono tutte le medaglie Crotoniate, si cõtengono ꝑ lo piu cose fauolose, si come in altre ancora simiglianti noi possiam vedere. Ma dopo di hauere con ogni curiosità ricercato il parere di huomini intendenti delle antichità, sopra il rouescio di questa medaglia, hauendola io ultimamente mostrata al Signor Pirro Ligorio famoso professore delle cose antiche, diuenne egli in questa opinione, che tale medaglia di Nerone, c'ha per riuerso il Polipo, la Sappia, & il Gãbaro, col pesce animale del mare, fossa battuta ò da i popoli Regini, ouero da gli Scillacei, prima perche Regio è sul stretto di Messina, & Scillace città iui prossima. Nel l'una città fu la Colonia di Augusto, nell'altra il Foro Aquilio. Augusto fece Regio Colonia, dopo l'hauere superati i nimici, che erano potẽti in mare, i quali furono seguaci di Sesto Pompeio. Manio Aquilio fece il Foro Scillace nella ultima parte di Italia; il che fece perche hauea superati i serui, che erano fugitiui; & faceuano guerra, & in queste parti d'Italia, & finalmente in Sicilia. Onde essendo questi due lochi celebri, & posti sul mare, doue nascono durissimi pesci, è da considerare, si come altroue da noi s'è detto, che doue abonda copia di una spetie di cose, di quella si ualeuauo gli antichi nelle imprese. però ritrouandosi in queste due città, cio è nel sito di esse, che è maritimo, gran copia di queste sorti di locuste marine, è molto uerisimile, che
alcuna

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