Full text: Erizzo, Sebastiano: DISCORSO DI M. SEBASTIANO ERIZZO. Sopra le Medaglie de gli Antichi.

143.

sto Principe, che imprese di onore, fatte ò per dignità, ouero per adulatione. Et se la medaglia hauesse in se sospittione di essere moderna, ouero falsa, noi la potremmo rifiutare, lasciandola senza espositione, come cosa finta; ma conoscendosi chiaramẽte per medaglia antichissima, nõ so che dirmi altro, saluo che uenire alla dichiaratione del suo riuerso nel modo, che quello si uede. Non diremo adunque, che questa medaglia fosse battuta in Roma, ma piu tosto da alcuna altra città, il nome della quale non si uede in essa medaglia espresso. Il segno di questi pesci non si può interpretare, saluo che in mala parte, & con carico & biasimo di questo Principe. Et prima quel pesce marino è segno di persona abominabile & odiosa, il qual pesce i sacerdoti Egitij haueuano per cosa profana, & non solo se ne asteneuano dal mangiarne, & lo schifauano à lor potere, ma fuggiuano ancora di parlate co i piscatori, & co i marinari; & per il pesce intendeuano ogni sorte di malitia, & ancora un'huomo alieno dalle muse & dalle gratie, di lasciua & dissoluta uita. Per l'animale della Sepa i Sacerdoti Egitij intendeuano quell'huomo, il quale dando di se vna grande & onorata espettatione d'vn chiaro essempio di virtù, però con grandissima sua ignominia inganni la espettatione. E segno ancora di cattiuita, & notauano l'huomo che fosse simulatore, & di falsa & coperta natura per vna Sepa dipinta. Per il Folpo intendeuano gli Egittij il Principe di tutti, ma specialmente il tiranno, & colui, che vsasse vna tirannica signoria ne i cittadini. & per tale animale etiandio intendeuano colui, che consumasse & gietasse via le proprie facultà. Per il gambaro fluuiale significauano quell'huomo, che mancando da belli & onorati principij, vergognosamente ingannasse la speranza di tutti. Ora, se Nerone fosse nel suo Imperio conosciuto di tal qualità, & di questa natura, quale per gli segni che in questo riuerso si veggono, gli viene attribuita, ricercando la uita sua in Suetonio Tranquillo, vederemo che sopra la qualità della sua vita discorrendo esso Tranquillo, dice. Petulantiam, libidinem, luxuriam, auaritiam, crudelitatem, sensim quidem primò & occultè, velut iuuenili errore exercuit: sed vt tunc quoque dubium nemini foret, naturae illa uitia non aetatis esse. Donde s'adempie l'imagine del pesce alla sua natura attribuita. Et che à Nerone si conuenisse il segno della Sepa, come à quello che ingannasse la credenza d'ognuno & la espettatione, facendo credere ch'egli volesse gouernare l'Imperio da buono & virtuoso Principe, dice ancora Tranquillo. Atque ut certiorem adhuc indolem ostenderet, ex Augusti pręscripto Imperaturum se professus, neq́ue liberalitatis, neque clementiae, nec comitatis quidem exhibendae vllam ocasionem omisit. Et dapoi, come scriue pur Suetonio si scoperse crudelissimo & bestiale di natura, in maniera ch'egli fu intolerabile à tutti, benche da prima con falsa & coperta natura, hauesse simolato di essere clemente, affabile & piaceuole, ciò dimostrando ancora con pietose & benigne parole. Che Nerone poi gouernasse l'Imperio tirannicamente, & cosi meritasse il segno del Folpo, tutta la uita di lui, uitij, le crudeltà, le libidini, le disonestà, lo dimostrano chiaro. Et che ancora cõsumasse i danari, & le facolta,
il medesimo

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