Full text: Erizzo, Sebastiano: DISCORSO DI M. SEBASTIANO ERIZZO. Sopra le Medaglie de gli Antichi.

141.

Figure
Type: drawing

    LA MEDAGLIA di Nerone, di bel metallo, grande, in età giouenile, con lettere tali. NERO. CLAVDIVS. CAESAR. AVG. GER. P. M. TR. P. IMP. P. P . Ha per riuerso alquante figure di donne, che par che fuggano, & mostrino che sieno prese da timore, & di essere cõfuse; dinanzi allequali se ne vede vna caduta à terra, che è presa per forza da un'altra figura di un giouane; & veggonsi di dietro alle dette figure certi edificij in forma di piramidi; & leggesi sotto una tale iscrittione. SABINAE . Questa medaglia non fu battuta in Roma, ma da alcuna altra città esterna soggetta al Romano Imperio, per onore di questo Principe; credo da i Crotoniati, & fu dal reuerso segnata col rapimento delle Sabine, per rinouare la memoria dell'accrescimento della città con la nota delle Sabine rapite: percioche scriue Liuio al lib. 1. della prima Deca, che essendo la Republica Romana cosi poderosa, che ella poteua in guerra essere eguale à qualunque altra delle città vicine, nondimeno per carestia & mancamento di femine, quella sua grandezza era per durare solamente l'età d'vn'huomo; non hauendo à casa speranza di futura stirpe, ne co i vicini congiungimento di matrimonij. Per laqual cosa Romolo, di consiglio de i padri, mandò d'intorno ambasciadori alle genti uicine, à richiederle di compagnia, & parentela col nuouo popolo, mediante i matrimonij: allegando, le città ancora esse, come l'altre cose, nascere da bassi principij, dapoi, secondo la propria virtù di ciascuna, ò l'aiuto de gli Iddij, col tempo crescere & acquistare potenza, & riputatione; & ch'egli si poteua ben sapere, à i principij della città di Roma essere stati gli Iddij fauoreuoli; & cosi per l'auuenire non mancherebbe la uirtù; & per tanto non fusse lor graue, essendo l'una & l'altra parte huomini, il mescolare i sangui & le schiatte insieme. Non furono gli ambasciatori vditi uolentieri in luogo alcuno. tanto dispregiaua allhora ognuno communemente i Romani; & non meno temeano per l'auuenire per se & suoi discendenti quella soprastante grandezza, & che tanto uicina si uedeano crescere. Onde essendo da tutti licentiati, & per tal cagione Romolo sdegnato, fingendo di uoler celebrare i solenni giuochi, chiamati Consuali, in onore di Nettuno; & comandando che la festa fosse bandita, & publicata per le città vicine, concorrendoui molte generationi d'huomini, & tutta la moltitudine de i Sabini, furono dalla giouentù Romana, secondo il preso ordine da Romolo, rapite le pulcelle Sabine, mentre che le menti & gli occhi di ognuno erano nella festa occupati. Adunque noi diremo, rappresentarsi nel riuerso di tale medaglia questo rapimento delle Sabine, come ci dichiarano le lettere; & questa essere fatta per vna impresa dell'accrescimento della città, non altrimenti di quello che noi vediamo, per altri segni in altri riuersi dimostrarsi la origine ouer principio di Roma: come sono la Lupa con Romolo & Remo sotto alle poppe; & come si uede per la figura di Marte, che scendendo dal Cielo, par
che

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