Full text: Vico, Enea: LE IMAGINI DELLE DONNE AVGVSTE INTAGLIATE IN ISTAMPA DI RAME; CON LE VITE ET ISPOSITIONI DI ENEA VICO, SOPRA I RIVERSI DELLE LORO MEDAGLIE ANTICHE. LIBRO PRIMO.

41.

42.
DI AVRELIA MADRE DI CESARE


    ANTICHI , & honorati sempre furono quelli della casa de gli Aurelij; iquali da prima furono detti Auselij, poi mutata la lettera s, in r, si dimandarono Aurelij. Questa famiglia discese da' Sabini, secondo Alessandro nel primo libro de' Geniali, al capitolo vndecimo. Et si crede che ella in quella lingua fosse cosi nomata dal Sole: conciosia cosa, che nella via, chiamata Aurelia, che è quella, che su'l monte Ianicolo conduce a S. Pancratio , si faceua sacrificio al Sole, et delqual nome fu ancora in Roma la piazza detta Aurelia, doue parimente si crede, che sacrificassero alla medesima deità. Et di questa, e di quella fa mentione Cicerone nelle Inuettiue contro a Catilina. Di questa gente fu Aurelio Cotta , huomo notabile nella città, per la cui interceßione Cesare suo parẽte fuggito di Roma , & tenuto da Silla della fattione contraria, ottenne che gli fosse perdonato, si come narra Suetonio nella vita d'esso Cesare al cap. primo.
    Nomoßi costei Aurelia dal nome della famiglia, perche cosi fu vsanza appresso de' Romani, che le femine proprio nome non hauessero, come vuole Poßidonio . Ma il nome del padre suo, & la materna discendenza, quale ella si fosse, & onde trahesse principio, io no'l posso con antica autorità dimostrare. Le fu dato marito Lucio Cesare stato Pretore, & Consolo, col quale ella generò Caio Giulio Cesare , che fu dipoi Dittatore, et che instituì l'Imperio de' Cesari, dal cui nome furono chiamati tutti gli Imperadori che successero dopo lui: & il detto Lucio morì à Pisa di improuisa morte vna mattina mentre ch'egli si calciaua, si come scriue Plinio nel libro settimo, al cap. cinquantesimoterzo della Naturale historia. Cesare suo figliolo essendo in età di sedici anni le fece il mortorio: nello apparato del quale dicono, ch'egli fu il primo, che con nuoua magnificenza in honore di quello ornasse il Theatro d'argento ne' giuochi de' Gladiatori, da lui fatti fare, si come il detto Plinio riferisce nel 33. al cap. 3. Quanto alle virtù sue, in lei fu quella principalmente, senza laquale, la donna è stimata di niuna lode degna: questa è la pudicitia. Visse santamente, & senza biasimo alcuno in tutto il tempo di sua vita, ammaestrando ne' buoni costumi il figliuolo Cesare da lei medesima alleuato, & allattato nella maniera, che si dice, che già fece Cornelia i suoi figliuoli Gracchi. Questo scriue Tacito nel dialogo de gli Oratori. Morì mentre che Cesare faceua guerra con Francesi; come scriue Suetonio nella vita de l'istesso Cesare al titolo ventesimosesto.
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