Full text: Vico, Enea: LE IMAGINI DELLE DONNE AVGVSTE INTAGLIATE IN ISTAMPA DI RAME; CON LE VITE ET ISPOSITIONI DI ENEA VICO, SOPRA I RIVERSI DELLE LORO MEDAGLIE ANTICHE. LIBRO PRIMO.

302.

alle lasciuie; ne senza fare alcuna distintione dal marito, a gli adulteri, mostraua quanto men conto tenesse della sua honesta fama, di quello, che asi alta donna si conuenisse. Rare volte si lasciaua vedere in publico: & quando ella pur viandaua, teneua parte del viso coperto con vn' velo, accioche ella con l'aspetto suo, non satiasse la voglia di chi desideraua di riguardarla. Opur questo faceua, perche le pareua, che ad Imperatrice cosi si conuenisse andare. Et finalmente, poi ch'ella fu stata non molto tempo moglie di Nerone ; dal quale ella fu chiamata Augusta, secondo Tacito nel libro quintodecimo: essendo grauida, vn'giorno, che esso Nerone dalle feste Quinquennali, era tardi ritornato al palazzo, & perciò hauendogli ella detto villania; da lui, ilquale era adirato per non hauere ottenuto la corona, premio della vittoria, et l'honore del guidare le carrette, e del canto, fu amazzata con vn' calzo, & n'hebbe tutta la città allegrezza per la sua impudicitia, et crudeltà: Si come riferisce Tacito nel sestodecimo. Tale fu adunque il fine della bella Poppea , la quale non potè fuggire la morte dalla furia del crudel Nerone . Il corpo suo non fu arso al modo Romano, ma secondo il costume de' Re forastieri, ripieno di ottimi odori: & per questo alcuni pensarono, ch'ella fosse morta di veleno, affine, che il core, ilquale non hauerebbe potuto ardere, non hauesse dato inditio di cosi scelerato atto. Ma in vero gl'historici dicono, che Nerone ne dimostrò gran dolore; & da' seseguenti honori, che le furono da lui fatti, si comprese quanto gli fosse di dispiacere la morte di lei: conciosia, ch'egli se medesimo accusaua; & egli in persona con vna sua splendidißima oratione nella piazza de' Roftri la lodò grandemente, & spetialmente di bellezza. Et hauendo di lei hauuto, come a Suetonio piace, Claudia gia di cinque mesi chiamata Augusta, fu posto il corpo suo nel sepolcro della famiglia de Giulij, hauendouelo condotto con le esequie publiche honoreuolißimamente. Ma dopo la morte di Nerone , vn'altra volta furono le statue, & imagini sue gettate per terra, et spezzate: ma da Othone dipoi furono di nuouo rimesse con decreto del Senato; si come scriue Tacito nel decimo settimo libro; di cui & Giosefo fa mentione nel libro ventesimo, & capitolo quintodecimo, & decim'ottauo dell' Antichità, & Plutarco nella vita di Galba Imperadore .

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