Full text: Vico, Enea: DISCORSI DI M. ENEA VICO PARMIGIANO, SOPRA LE MEDAGLIE DE GLI ANTICHI DIVISI IN DVE LIBRI.

124.

desimi, che gli concedono I mperio si corto, rendono testimonianza altresi di quello; che io ho detto, narrando hauer fatte molte cose in tempo, che esso N erua era I mperadore, lequali tutte si ueggono scolpite, e figurate nelle sue medaglie. N e' riuersi di queste è il S imulacro della L ibertà publica , della quale D ione nella uita di N erua dice. Q uare F ronto propalam dixisse fertur. M alum esse eum imperare, sub quo nemini quippiam concessum sit: S ed longe peius sub eo uiuere, sub quo maxime liceat. E cci quello della E quità sua, della quale E utropio al libro ottauo. I mperator factus, aequiβimum se praebuit. E del S imulacro della D ea copia, che anco questo ci è in mezo a due corni di douitia posto a sedere: di quello di R oma R enascente, cosi poco innanzi il medesimo E utropio uuol dire. A nno octigentesimo e quinquagesimo ab urbe condità, V etere & V alente C onsulibus R espup. ad prosperimum statum redijt, bonis principibus ingenti felicitate commissa. D omitiano enim exitiali tiranno N erua succeβ. &c.
   S imilmente ci è il segno del C ongiario, ilquale non era in podestà di essere dato, se non da eβi I mperadori A gusti, si come a suo luogo si dimostrerà. E cci anco la figura del C ongio, che era la misura, con laquale per uguale portione l' I mperadore compartiua il grano al popolo, con iscrittione, PLEBI VRBANAE FRVMENTO CONSTITVTO . N arra di questi D ione in tal modo. A d sustentandam ciuium uitam decies, & quinquagies centena milia nummmum erogauit, quosdam S enatorij ordinis delegit, qui agros emerent, eosq́; egenis diuiderent. E parimente A urelio V ittore . S umptu publico per I taliae oppida ali iuβit. C i si ueggono ancor leuate uia le calunnie che erano date a' G iudei, & a' C hristiani per cagione di R eligione in tempo di D omitiano . D i queste in tal forma tratta D ione . O mnes, qui impietatis in D eos rei fuerant, eos absolui uoluit. E segue poco dipoi. E t ne serui de caetero dominos criminarentur, edicto uetuit: ne ue liceret aut impietatis, aut I udaicae sectae quempiam dehinc insimulari. A urelio V ittore similmente. I stae quicquid antea poenae nomine tributis accesserat, indulsit. C osi la designatione dell' I mperio a T raiano , rende testimonanza nelle medaglie di N erua , con tale inscrittione dal lato della faccia. IMP. NERVA CAES. AVG. P. M. TR. P. COS. III. P. P . & dal riuerso. PROVIDENTIA SENATVS , che il terzo C onsolato fu da lui essercitato essendo I mperadore: M a udite quello che esso E utropio nell'ottauo libro ne dice. I mperator factus, aequiβimum se praebuit, R eipublicae diuina prouisio ne consuluit T raianum adoptando. S entite appresso A urelio V ittore . H ic T raianum in liberi locum, inq́; partem I mperij adoptauit: cum quo tribus

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