Full text: Vico, Enea: DISCORSI DI M. ENEA VICO PARMIGIANO, SOPRA LE MEDAGLIE DE GLI ANTICHI DIVISI IN DVE LIBRI.

68.

in oltre haueano certe altre specie di denari piu piccioli, l'uno chiamato D iobolo, l'altro T riobolo; nel D iobolo era una ciuetta dall'un lato, e dall'altro la faccia di G ioue ; N el T etrobolo, due ciuette da un lato, e dall'altro pur il uolto di G ioue ; P olluce autore nel nono. F otio P atriarca scriue, che i medesimi A theniesi haueano un'altra moneta di rame, che hauea per segno la forma d'un obelisco, nomata O bolo. E dice E ustatio , che sei di queste empieuano una mano. N e haueano anco un'altra pur con la C iuetta, e faccia di M inerua : quella, perche dicono iui esserne grandiβima copia, come dimostrano ancora i uersi di A ntifone posti da A theneo nel quartodecimo della cena, de' S apienti al cap. 25. I n ciuitate S olis aiunt, nascier P almas, A thenis noctuas; e però nacque il prouerbio: T u porti la ciuetta in A thene, come dire, tu giungi acqua al mare. E questa, perche iui sommamente è riuerita P allade ( come scriue P ausania ) alla quale, perche è D ea de gli ingegni, da' primi antichi fu questo uccello consecrato, ilquale, secõdo che scriue P linio al lib. decimo, e cap. 17 è di tanto acuto ingegno, e sagacità nel uenire a battaglia con glialtri uccelli, che essendo da gran moltitudine circondato, con l'arte, e con la industria solamente, supino, combattendo co' piedi raccolto in arco, col becco, e con l'ugne coprendosi tutto, da' loro mirabilmente si diffende. G li E leiensi, come anco gli A theniesi, ui haueuano il B ue; e cosi quei di D elo. Q uei della città di C orintho in una picciola moneta figurarono il cauallo P egaseo, che similmente fu chiamata P ollo. I T roiani ui scolpirono il P orco; e quei d' I lio il fiume S camandro , come dimostra la medaglia istessa. I T arentini, secondo che ha scritto A rist. nella R epub. ui haueano T arento figliuolo di N ettuno , dall'un de' lati portato su'l dorso da un D elfino; e dall'altro sopra un cauallo: perche costui edificò la città di T arento. I G alli ui hebbero impresso la imagine d'un G enaio con l'ali, nominati G eniati P hilippi, & altri con la figura d'un R e. S criue C elio , che ui era un'altra moneta, nella quale si uedeua notato il numero di quel tanto ch'ella ualeua, il qual numero chiamauano A era. D i questa L ucilio P oeta.
   H aec est ratio peruersa, aera numeri subducta improbe.
   A era fu chiamato da gli A strologi parimente quel principio, dal quale si contauano gli anni, come da T olomeo , da T heona , da R oma edificata, dalla natiuità di C hristo, o da altro illustre principio. L a cagione, che la detta moneta si diceua E ra, fu, che tutto il mondo haueua anticamente a rendere il rame alla repub. D icono di piu, che gli antichi barbari in A nthiochia , come scriue S uida . haueuano un'altra moneta da loro chiamata D anace, laquale poneuano ne' sepolchri in bocca de' morti, accioche eβi con quella potessero pa-

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