Full text: Vico, Enea: DISCORSI DI M. ENEA VICO PARMIGIANO, SOPRA LE MEDAGLIE DE GLI ANTICHI DIVISI IN DVE LIBRI.

66.

parimente usò di poi sempre nella moneta, & in tutte le sue cose per impresa. A ppiano nel libro detto S irico, e N icolò L eonico nel secondo di uaria historia al cap. 20.
   L e monete di T olomeo erano dette T olemaiche: quelle, che erano di rame, haueuano da un lato la faccia di G ioue ( non di T olomeo , come hoggi alcuni credono, cioè dell'ottauo di questo nome R e d' E gitto , chiamato S oter, che in L atino uuol dire S aluatore, ilquale regnò anni XVII . e fu il terzo innanzi al traditore, che a P ompeo fece tagliar la testa, secondo E usebio nella C ronica ) & il nome di T olomeo; e dall'altra parte un' A quila con un folgore, e le fu fatta dalla C ittà di R hodi . E ranui ancora le B erenici, dette da B erenice ; e le D emareti, dette da D emarete .
   F u D ẽmarete ( per quanto scriue P olluce ) moglie di G elone . C ostei in una guerra di L ibia , trouandosi il marito in pelligrinaggio per ispiare i paesi del nimico, per uolontà delle donne acconsentì, che di lei si cognasse moneta.
   I l R e T enedio , che diede il nome al suo D anaio, ui pose da una parte una scure, o uogliam dire manara; dall'altra due faccie con un sol collo: e uolse con questa dinotare la riueréza, et ubidienza alle leggi. C ostui hauendo fatta una legge, che ciascuno, che per l'auuenire fosse trouato con la moglie altrui, essendo preso, immediate fosse decapitato, cadde fra gli altri nella legge il proprio figliuolo, ne riguardò il padre allo amore, che egli come a figlio gli portaua, ma con la scure secondo la legge, gli fece tagliar la testa, uolendo ammonire, che quegli, che hanno lo scettro della G iustitia in mano, debbano piu tosto pensare alla honestà, & alla osseruanza della legge, che alla paβion carnale. C elio al libro sesto, C ap. II.
   I G ermani ne' loro danari impressero una sega, dalla quale furono detti S errati, i due caualli che tirauano una caretta, detti B igati, cõe T acito scriue.
   I S amij haueuano nel loro danaio scolpito il P auone, percioche eβi adorauano G iunone , il perche tra l'altre cosa notabili, che si trouauano intorno al tempio, ouero capella, doue era la imagine di questa D ea, ui erano i P auoni consacrati a lei, de' quali A theneo nel libro quartodecimo, & cap. 25. della C ena de' S apienti, proferendo le parole di M enodoto , cosi scriue; S unt P auones sacri I unonis, neque prius aut erant in S amo, aut nutriebantur: atque hinc in externa missi fuerunt: S icut C oalli in P erside, in AE toliaq́; uocatae M eleagrides, & appresso con l'autorità di A ristofane , ilquale scrisse delle cose della medesima patria, soggiugne
I n ciuitatis S olis aiunt nascier
P almas, A thenis noctuas; C yprusq́; fert

E ij

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