Full text: Augustin, Antonio: DIALOGHI DI DON ANTONIO AGOSTINI ARCIVESCOVO DI TARRACONA INTORNO ALLE MEDAGLIE INSCRITTIONI ET ALTRE ANTICHITA TRADOTTI DI LINGVA SPAGNVOLA IN ITALIANA DA DIONIGI OTTAVIANO SADA & dal medesimo accresciuti con diuerse' annotationi, & illustrati con 36 disegni di molte Medaglie. & d'altre figure'.

391.

   C. Quel che dice Aldo il giouane , che non è differenza fra tubicines, & tibicines, è cosa vera?
   A. Cosi vera, come dire che non e differenza fra tubas, che son le trombette: & tibias che sono i flauti. Passiamo innanzi, ci conuien dar buona compagnia ai gia detti Publicola, & ad Appio Claudio , & Quinto Fabio . Accompagniamo con essi Marco Catone il primo, & Paolo Emilio , & suo figliuolo Scipione Africano il secondo .
   B. Coteste son bene persone da competere con le sudette.
   A.

Aldo mette vna inscrittione breue di Marco Catone , & dice che è in Roma appresso al Campidoglio, la quale io non hò veduta.
M. PORCIVS
CATO
CENSORIVS

   B. Perche non dice Portius Censorinus, come molti lo soleuano chiamar innanzi che fossero scoperti i Fasti?
   A. I Censorini sono della famiglia Marcia, come si è detto a vn'altro proposito, & ne'Marcii il Censorino è sopranome, Marco Catone non chiamano Censorio, nè censorino per sopranome, ma per dichiarar che fù Censore: Come chiamauano Pretorio chi era stato Pretore, & Questorio chi fosse stato Questore. Di Console fanno Consolare, di Edile Edilicio, di Tribuno Tribunicio, & perciò chi haueua trionfato chiamauano Trionfale, & a quel, che haueua hauuto il primipilo primipilare, & se ve ne son più tutti vanno in questo modo. Et Porcio con la C & non con la T si vede nelle medaglie, & nelle pietre, &

viene da porco, o porca, & non da porta: & credo, che lo noti Marco Varrone ne'libri de re rustica: & esso fà mentione di vn'altro Romano, che per sopranome si chiamaua Scrofa, & ne dice la cagione. Fù Marco Catone del municipio di Tusculo , & fù huomo molto stimato cosi nelle lettere, come nelle armi, & nel gouerno, & visse molti anni.
   B. Perche non si fà mentione de gli altri magistrati, che hebbe.
   A. Perche questa iscrittione non fù fatta fare a posta, come le altre, ma particolarmente ad alcun'effetto, & proposito, o per dimostrar la sua bontà, che non vo

leua que'vani titoli de gli altri. Cosi racconta Plutarco dell'altro Marco Catone suo pronipote che segui le sue pedate, che non consentiua, che vscissero à riceuerlo quei delle prouincie, doue egli andaua, & che stando appresso alla Città d'Antiochia , vide, che n'vsciua vna gran moltitudine di gente vestita di bianco, & egli andaua à piedi con pochi serui, ò liberti, ch'andauano à cauallo, & comandò loro, che smontassero, adirandosi che vscissero a riceuerlo: ma tuttauia gli passò lo sdegno, perche accompagnatosi con quei della moltitudine vdì, che gli domandarono: Ditemi fratello, vien qui appresso Demetrio? che era liberto di Pompeo : disse egli o che miserabile città. Et fece che vn suo seruo dicesse loro le nuoue, che sapeuano del liberto. Parliamo hora di Paolo Emilio .
   B. Non è egli in Denia vn'altra inscrittione più grande di questo Marco Catone , che riferiscono Pietro Vittorio, & Ambrogio di Morales ?
   A. Io non l'hò veduta, nè essi dicono d'hauerla veduta; vn'altro giornone parleremo

, che per hora l'hò per sospetta. Quella di Paolo Emilio è in vna pietra rotta, ma s'intende bene, che è sua.
....IVS. L. F. PAVLLVS
....CENS. AVGVR
....VMPHAVIT. TER

N2 Nella

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