Full text: Augustin, Antonio: DIALOGHI DI DON ANTONIO AGOSTINI ARCIVESCOVO DI TARRACONA INTORNO ALLE MEDAGLIE INSCRITTIONI ET ALTRE ANTICHITA TRADOTTI DI LINGVA SPAGNVOLA IN ITALIANA DA DIONIGI OTTAVIANO SADA & dal medesimo accresciuti con diuerse' annotationi, & illustrati con 36 disegni di molte Medaglie. & d'altre figure'.

383.

   B. Come s'hanno da leggere?
   A. Ioui Iunoni Sacrum Publius Petronius Restituit. Vn'altra inscrittione v'è d'vna persona molto principale, che si chiamò Appio Claudio il cieco, & è in Fiorenza in poter di Pietro Vittorio tanto celebrato.
APPIVS. CLAVDIVS
C. F. CAECVS
CENSOR. COS. BIS. DICT. INTERREX. III
PR .II. AED. CVR .II. Q. TR. MIL. III COM
PLVRA. OPPIDA. DE. SAMNITIBVS. CEPIT
SABINORVM. ET. TVSCORVM. EXERCI
TVM. FVDIT. PACEM. FIERI. CVM. PYRRHO
RFGE. PROHIBVIT. IN. CENSVRA. VIAM
APPIAM. STRAVIT. ET. AQVAM. IN
VRBEM ADDVXIT. AEDEM. BELLONAE
FECIT

   B. Cotesta inscrittione vale vn tesoro, & se tutte fossero tali, l'historia de'Romani sarebbe molto piu certa, ma come potè vn'cieco fàr tante cose?
   A. Vna sola ne fece essendo cieco di quelle, che ci sono scritte, che non consentì, che si facesse la pace co'l Re Pirro , dice Cicerone che la sua oratione si trouaua nel suo tempo, & Ennio la mise in certi versi assai insipidi.
   B. V.S. dice nelle sue famiglie, che i Claudij furono Sabini, & che vennero à Roma alcuni anni dopo che furono scacciati i Re: come donque combatteua costui contra i Sabini?
   A. Non si curauano di cotesto i Romani, poi che la loro propria città, che fù Alba lunga distrussero.
   B. Che ordine segue ne' magistrati?
   A. Quel, che egli douette seguir nella sua Censura, mettendo per principe del Senato il Censore più antico, & poi gli altri Censori, come s'è già detto, & dopo i Consolari metteua prima quelli, che furono Consoli più d'vna volta.
   B. Non era piu l'essere Dittatore, ch'era senza appellatione?
   A. Era più veramente benche fosse magistrato straordinario, & così ancora l'esser Interrege.
   A. Donque haurebbe prima di loro messo ancora il Pretore, l'Edile, & il Questore, che erano ordinari.
   A. Questi non haueuano l'autorità consolare.
   C. Ma come potè Appio essere Interrege, senon fù al tempo de'Rè?
   A. La autorità consolare era l'istessa che haueuano i Rè, & quando era passato l'anno del magistrato de'Consoli, finiua quella autorità, & si chiamaua, come hora si dice sedia vacante, Interregnum. & i Padri eleggeuano vno Interrege per sei giorni, che di necessità doueua essere patritio.
   B. Che necessità v'era?
   A. Che i primi forono Patritij, & i magistrati da principio non gli hebbero senon i Patritij, & quando communicarono il Consolato a'Plebei, & dapoi alcuni altri magistrari, non communicarono questo. Et gli Auguri haurebbono risposto, se altro hauessero fatto, che non poteua essere, & non sarebbe stato Interrege.
   B. Tanto adunque poteuano gli Auguri?
   A. Poteuano non solo sopra questo magistrato, ch'era di sei giorni, ma sopra il Consolato, & sopra gli altri intanto, che gli poteuano costringere fino alasciare i loro magistrati. Come si racconta d'vn Console (credo che fosse
Mm 2 Tiberio

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