Full text: Augustin, Antonio: DIALOGHI DI DON ANTONIO AGOSTINI ARCIVESCOVO DI TARRACONA INTORNO ALLE MEDAGLIE INSCRITTIONI ET ALTRE ANTICHITA TRADOTTI DI LINGVA SPAGNVOLA IN ITALIANA DA DIONIGI OTTAVIANO SADA & dal medesimo accresciuti con diuerse' annotationi, & illustrati con 36 disegni di molte Medaglie. & d'altre figure'.

303.

   A.

Giusto è, che vi si aggiunga, se ben Plinio non la nomina fra le suddette, ma in vn'altro luogo la celebra per l'acqua, con la qual si tempera il ferro; & così Tarazona , se ben dice, che nel suo territorio non si caua ferro.
   B. De' confederati V.S. disse, che v'era vna terra: però dicaci, quale è ella?
   A. I Tarragensi. Hoggi in Catalogna è vna terra, che si chiama Tarraga, & quiui è quella lega così lunga, tanto nominata da Tarraga à Ceruera . Ma Tolomeo gli mette fra i Vasconi, i quali nõ possono essere di questa di Catalogna .
   B. Perche gli chiama egli Latini vecchi?
   A. Credo io, perche era stato lor concesso il priuilegio, che anticamente hebbero i Latini, & non come quello, che ottennero nelle guerre sociali, & ciuili. Sopra che potrete veder i libri di Carlo Sigonio .
   B. Perche chiama egli alcune Colonie immuni, & alcune altre nò?
   A. Doueuano hauere maggiori priuilegij, & forse la cittadinanza di Roma , se bene non lo dichiara.
   B. Che haueuano di più i confederati, che gli altri?
   A. Che non gli poteuano forzare ad altro, che ad osseruar la confederatione, & nel resto erano liberi.
   B. Gli stipendiarij in che erano differenti da gli altri?
   A. Nel tributo, o stipendio, che ciascun anno pagauano al popolo Romano.
   B. Parmi, che in Plinio non stà bene il conto de gli stipendiarij, se già è l'ultima somma quella, che egli mette; ò mancano de gli altri, che non sono stipendiarij.
   A. Ancor' io credo, che ci manchino. Ma torniamo alle nostre medaglie.
   B. Perche è il Lupo nella moneta di Lerida ?
   A. Non lo sò certo: ma potrebbe essere ò per cagione di qualche persona principale, chiamata di quel nome, ò per dimostrare d'esser feroci come lupi, ancorche al presente non siano tali, ma buoni Christiani, & quiui è scuola di lettère in diuerse facoltà.
   B. Si truoua egli delle medaglie di Lerida con lettere Spagnuole?
   A. Vna ne è in poter mio di rame, di peso di due dramme, nella quale da vna banda è la testa di vn giouane, & dall'altra vn lupo, come in quelle, che dissi Latine, & di più sono queste lettere [?] .
   B. La seconda, & l'ultima lettera sono come la seconda di Celsa; & quiui era L, & ancor in Ilerda la seconda è L, Nella terza è vn E, nella punta del Tridente.
   A. Io credo, che cotesta sia R, & la seguente D.
   B. Quando si diceua di quella d' Ampuria , la R, non era di questa forma.
   A. Et in quella I'O, era come la C, in Celsa, che voi diceste, che si accommodò per ogni verso: & non si dice male, che in ciascun luogo sia la sua vsanza, o vero la sua merauiglia.
   B. La prima lettera non hà forma d'I.
   A. Io credo, che sia consonante. Chiamiamola F, senza pregiudicio.
   B. Di maniera, che diremo FILERDAL.
   A. Io non I'hò per cosa certa: ma frà tanto, che non ne sappiamo altro, puo passar così.
   C. Fuluio Orsino pone nel suo libro delle Famiglie vna medaglia d'Afranio, & io la recai con esso meco. Che ne pare à V.S.?
   A. Egli è ben ragione, che, trattandosi di Lerida , si parli di Lucio Afranio, ilquale fù vn Capitano principale, & Console, & difese insieme con Petreio l'entrata di Giulio Cesare in Ispagna in questo luogo di Lerida .
   B. Si truoua egli alcuna inscrittione, o alcuna medaglia di esso?
A. Vi

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