Full text: Augustin, Antonio: DIALOGHI DI DON ANTONIO AGOSTINI ARCIVESCOVO DI TARRACONA INTORNO ALLE MEDAGLIE INSCRITTIONI ET ALTRE ANTICHITA TRADOTTI DI LINGVA SPAGNVOLA IN ITALIANA DA DIONIGI OTTAVIANO SADA & dal medesimo accresciuti con diuerse' annotationi, & illustrati con 36 disegni di molte Medaglie. & d'altre figure'.

231.

Figure
Type: drawing

Note: Legend:
Coin drawings starting from upper left:

1. Census ID 10066151: »As of C. Marcius Censorinus (Numa Pompilius and Ancus Marcius / Arches, RRC 346.3)«

   C. Crederà forse qualcuno, che trouandosi il nome de i Re in queste medaglie, le fussero battute da loro.
   A. Chi considererà i tempi, conoscerà facilmente ciò non esser possibile. Prima, per che la medaglia di Filippo è d'argento, & la moneta d'argẽto nó si lauorò se non quattro, o cinque anni innanzi alla prima guerra Cartaginese: appresso, perche Filippo & Caio Censorino non erano al tempo d' Anco Martio , ma furono suoi descendenti, secondo che eglino pretendeuano. Anzi da queste medaglie, & da altre simili io ho cauato vna regola, che può seruire per la maggior parte di quelle d'argento innanzi à Tiberio Cesare , cioè, che da principio nelle prime monete d'argento non era se non il nome di Roma , con le cose appartenenti à lei, & a' suoi Dei più peculiari, & che di poi si cominciarono à metterei nomi d'alcuni monetali; & finalmente, oltre al nome ci misero ancora alcune cose appartenenti allor legnaggio, il che durò sino a'primi tempi dell' Imperadore Augusto , ò pochi anni doppo. L'esempio è chiaro nelle medaglie sopradette: ma passiamo à ragionare d'vn altra medaglia
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  · Census ID10059887: »Denarius of P. Accoleius (Head of Diana / Triple Cult Statue of Diana Nemorensis, RRC 486.1)«

. In vna d'argento si vedono queste parole. P. ACCOLEIVS LARISCOLVS. & vna testa al naturale, & nel rouescio d'esse tre Nimfe, che si trasmutano in larici, come per la medaglia vedrete.
Figure
Type: drawing

Note: Legend:
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1. Census ID 10059887: »Denarius of P. Accoleius (Head of Diana / Triple Cult Statue of Diana Nemorensis, RRC 486.1)«
Queste potrebbono essere le sorelle di Fetonte : & questo albero cresce appresso le riue del , che i Greci chiamarono Eridano, & resiste al fuoco, si come

nota Vitruuio con l'esempio & esperienza di Giulio Cesare . Questo monetale pigliò il nome da Accoleio Lariscolo, per esser di quel luogo (Accola vuol dire della riuiera) che era appresso al , & il sopranome è conforme al nome dell'albero, & è da credere, che Cesare lo facesse cittadino Romano, &gli desse quell'vficio di monetale, per il che egli mettesse poi vna impresa simile alla sua ventura: ma se non fù forse quello stesso, certo fù vn figliuolo, ò vn suo discendente, & cosi non è gran cosa, che in alcune medaglie del tẽpo di Cicerone si trouino delle cose del tempo de' primi Consoli, cosi come si truouano nelle monete di Marco Bruto cose del primo Cósolato di Lu -
cio Bru-

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