Full text: Angeloni, Francesco: LA HISTORIA AVGVSTA DA Giulio Cesare infino à Costantino il Magno

76.

con Agrippa à visitar Teogene Matematico; dal quale intese Agrippa cose quasi incredibili di quelle, che doueuano incontrargli: ma veduta poscia la natiuità di Augusto, alzatosi di doue staua, sedendo, gli si lasciò cadere a'piedi adorandolo, dal che prese allhora Augusto gran fidanza di sè stesso; & a suo tempo fece batter delle medaglie d'oro, e d'argento con tal segno, e Tiberio le restituì poi di metallo.
   Fù così venerando ne'posteri il nome di Augusto, che molti restituirono le memorie di lui, e l'vno fù Nerua; il quale hauendone fatta scolpire la testa laureata in medaglia con lettere. DIVVS AVGVSTVS; si pregiò, che apparisse nel rouescio il nome di sè stesso con simiglianti parole: IMP. NERVA CAESAR AVGVSTVS REST. S. C. come pur auuenne delle due seguenti.
   Si stà nella prima la testa di Augusto con la corona radiata, e lettere DIVVS AVGVSTVS.
   35. mostrando nel rouescio vn globo attrauersato da vn Timone di naue con inscrittione. IMP. NERVA CAES. AVG. REST. S. C. volendo col globo, che significa il mondo, dar'à vedere la Monarchia acquistata, e stabilita da Augusto; e col Timone, il reggerla che fece con la sua prudenza.
   Contiene l'altra dall'vn lato, la testa di Augusto senza corona, e con lettere: DIVVS
   36. AVGVSTVS; e nel rouescio vn'Aquila in piedi con l'ale aperte, e distese, fiera in vista, che stringe con gli artigli il fulmine, e vi si legge: IMP. NERVA CAES. AVG. REST. S. C. la quale, benche potesse inferire la Deificatione di Augusto, reca tuttauia cagione di ricordar quello, che Suetonio và scriuendo di vn certo prodigio incontrato all'hora, che raunate in Bologna le genti di Ottauio con quelle di Marcantonio, e di Lepido; postasi vn'Aquila sopra il padiglio ne di Ottauio, e combattuta da due Corbi, che presala nel mezo, la infestauano da ogni lato, essa arditamente dibattutigli, li gittò à terra: perloche da vn così fatto successo si argomentò la guerra, che doueua seguire fra quei trè Capitani, e che ne resterebbe Augusto il vincitore.
   Le quali medaglie restituite da diuersi Imperadori confermano tuttauia la già presa opinione, che ne fossero stampate molte in vita di Augusto col titolo di Diuo.

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