Full text: Angeloni, Francesco: LA HISTORIA AVGVSTA DA Giulio Cesare infino à Costantino il Magno

494.

   Fù prouido Tacito così nel comprendere, come nell'accorrer francamente, e nel souue nire a'bisogni della Republica, e nel reggerla, e se ne raccoglie il segnale nel rouescio
   10. di Donna in piedi; la quale stringendo vn hasta con la sinistra, sostiene sù la destra il globo, e vi stà scritto: PROVID. AVG.
   Per publica si tenne la salute di Tacito, e però a cotal Dea ricorse il Senato, affinche all'Imperadore, & a lui medesimo, il beneficio di essa fosse conceduto. Ciò si rappresenta con Donna in piedi, che tenendo vn Serpente nella sinistra mano, quelgli accosta il capo ad vna Patera, ch'essa hà nella destra; e vi si legge:SALVS PVBLI. Tale si è veduto in Gallieno.
   Anche per la più particolar salute dell'Imperadore si secero simili sacrifici, e preghiere, e più d'vna fiata: dimostrandolo li due rouesci, l'vno con Donna parimente in piedi, che appoggiando la sinistra mano ad vn hasta, porge la destra ad vn Serpente, che vscito di vn Ara, verso lei s'inalza, e leggeuisi: SALVS AVG. come fù rappresentato in Marco Aurelio: L'Ara denota salute, perche qualunque per delitto commesso, a quella rifuggiua, non era offeso: Il sedere della Dea, mostra, che dalla salute nasce il riposo, che è fine di essa, in colui, che la riceue; distende la mano al Serpente, che anch'egli è segno di salute dal rinouamento, e'l ringiouenirsi, che fà ogni anno, gittando la vecchia spoglia: oltre, ch'egli è valeuole in molte medicine.
   Nell'altro si vede cotal Donna in habilo schietto sedente, che porgendo la sinistra mano ad vn simil Serpente vscito d'vn Ara, sembra, che con l'altra gli faccia vezzi, e vi sono le parole: SALVS AVG. Questa pur si rappresentò in Elio Cesare.
   Si gloriaua Tacito ditrarre sua discendenza da Cornelio celebre scrittore delle Historie Auguste; e volle perciò, che l'opere di lui fostero tenute in tutte le Librerie; e che a spese publiche se ne rinouassero dieci volte l'anno le copie: vsò parcamente de'cibi, parendogli, che co'l souerchio di essi, altrui si comperasse il sonno fratello della Morte. Hebbe assai buona intelligenza d'architettura, e dilettossi di fabriche, nè fù lontano dal gusto delle Caccie. Prohibì alla moglie il portar gemme, e vesti tessute con oro. Prese cura di fare vccidere coloro, che ad Aureliano diedero la morte; e percheverso la Palude Meotide, vscì gran quantità di Barbaria danneggiare l'Imperio, glioppresse co'lmezo de'suoi Capitani; e se ne vede il rincontro in medaglia con testa come disopra, che contiene il simulacro della vittoria in piedi, con la palma nella sinistra, e vna Corona solleuata in alto con la destra mano, leggendouisi: VICTORIA AVG. Tale si è veduta in Nerone, & è simile alla seguente.
   Ma in altro rouescio d'vna Vittoria consorme la descritta, si raccoglie più specisicatamente,
   11. che esso vinsei Goti, essendoui notato: VICTORIA GOTHI. Fù da gli Antichi hauuta la vittoria per Dea, e così chiamata dal vincere, volendosi, che frà le parti, che combatteuano, sosse comune il poterla, o nò conseguire: La dipinsero conl'ale, per la velocità, con cui suole inchinare verso l'vna, o l'altra parte; e le fecero portar la palma, e'lserto, o Corona di Lauro, ouero di bianco oliuo, essendo che anche il lauro solo era appresso diessi segno divittoria, e ne poneuano con le lettere, nelle quali cotali nouelle liete erano scritte, gittandone anche delle fron l nel grembo di Gioue Ottimo Massimo, e li più degni Capitani, trionfando, se n'ornauano le tempie, e'l capo: Anche l'Oliuo era segno di vittoria, & insieme di Pace. Si vede tal volta la Vittoria senz'ale; e ciò fecero; perche non potendo volare, dimorasse sempre appresso i vincitori.
Non

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