Full text: Angeloni, Francesco: LA HISTORIA AVGVSTA DA Giulio Cesare infino à Costantino il Magno

484.

entrato Aureliano vittorioso in Emessa, visitato colà il Tempio di Eliogabalo, vi sciolse i voti, e vide iui l'istessa effigie, che combattendo ritornò al suo esercito lo smarrito vigore, & edificatoui vn Tempio, secondo fece dapoianche in Roma, si trasferì a Palmira, hauendo nel viaggio sostenuto de' danni da' Sirij, con petiglio di essere vcciso da vna Saetta: ma posto l'assedio a Zenobia, nè accettando ella patti d'accordo, o di rendersi, dopo difeso coraggiosamente se stessa, e la Città per alquanti mesi, stretta dalla fame, e da vari bisogni, & vdito la distruttione fatta da Aureliano de' Persi, de gli Armeni, e de' Saraceni, che si trasferiuano in aiuto di lei, fù in fine la Città espugnata a forza dall'esercito. Datasi pertanto Zenobia a fuggire co' figliuoli sopra Dromedarij, raggiunta da' Soldati di Aure liano, a quello la condussero, & eglila serbò al Trionfo. Vinse poscia altri Popoli, che gli si opposero, e ricuperata la Gallia da Tetrico, che se n'era fatto Tiranno, e da Firmio l'Egitto, e sottoposto tutto l'Oriente all'Imperio, se ne tornò in Europa, & a Roma; doue edificato fu'l Quirinale vn grande, e ricco Tempio, lo rese con pregiata pompa, adorno delle Immiche spoglie, hauendoui riposto di molt'oro, e gemme pretiose. Quì pare opportuno il riferite ciò, che in pochianni s'è veduto di così fatto Tempio; percioche principando Vrbano Ottauo il suo Pontificato, nè parendogli cosa decente, che a fronte del Palagio Pontificio, posto su'l Quirinale, stesse così alto il terreno, che quasi adeguaua la sommità di questo, ordinò S. Beatitudine, che fosse spianato all'eguale dell'inferiore Piazza, e nel ciò fare, si trouarono molti pezzi di grandi, & ammirabili Cornicioni di bianco marmo, lauorati con maestreuole ordine, e diuisatiui nella superficie vari Mascheroni, fatti da raro Artefice; da' quali, versando alle soggette vie l'acqua, che nel disopra pioueua: quasi altrettanti ruscelli, che di colà vscissero, lo inaffiamento tal'hora, & altre fiate torrenti cagionauano: hauendone pur fatti de' simili il gran Buonarroti nel Cornicione, che circonda la superiore parte del Palagio Farnesiano in Campo di Fiore. Le quali machine essendo grandi, e di marmo, e fabricate nella forma già detta, recarono fino all'infima Plebe non piccola marauiglia; peroche auuezza di vedere la meschinità delle fabriche moderne, stimaua impossibile, che Montagne, per così dire, di marmo si fossero per industria humana potute condurre da Terra alla sommità di quel Tempio, della cui altezza s'è veduto, fino a questa età, il certo rincontro verso il Conuento de'SS. Apostoli, in vn gran massiccio di Trauertini con soli perni di metallo congiunti insieme, e co'l frontispicio nel disopra di bianco marmo posato su'l fregio di vari intaglia fogliami, con rarità di maestria tale, che quel solo pezzo, quando l'altre antichità fossero in Roma venute meno, haurebbe bastato per rauuiuare la buona Architettura, e la Scoltura appresso coloro, che di simiglianti professioni si dilettano. Ma tornando ad Aureliano, che giunto in Roma colmo di gloria, e di Trionfi, può credersi, che molti, e singolari honori riportasse dal Senato, per merito del proprio valore; l'vno de' quali fù il sacrificare alla Dea Fortuna riconduttrice per la felicità del medesimo ritorno, vedendosene il rincontro in medaglia con testa radiata, e lettere: IMP. AVRELIANVS AVG. con la Fortuna sedente, che tiene il Cornucopia nella sinistra, e'l timone di Naue nella destra mano, e parole: FORTVNA REDVX: secondo si è veduta simile in Adriano. Fù già fatta la figura della Fortuna di vetro; perche come questo facilmente, & ad vn tratto, & ad ogni lieue intoppo si spezza, così tosto si riducono in niente i fauori di lei; e però gli Antichi, per rendersela beneuola, ne fecero grande stima, e spesso le sacrificauano. Ma altro non è in fine la Fortuna, che la Prouidenza di Dio,
che

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