Full text: Angeloni, Francesco: LA HISTORIA AVGVSTA DA Giulio Cesare infino à Costantino il Magno

476.

nonstructural

477.
Claudio Gotico.


   TEnnero alcuni, che Claudio traesse sua origine di Dalmatia da nobili Parenti, & altrida Dardani: ma comunque sia, egli si alleuò, e crebbe con ottimi costumi, e fù amatore de'Parenti, e de gli amici, e del giusto. Caminò per gradi della militia, e molto sisegnalò in varie guerre sotto Decio, Valeriano, e Gallieno: la onde dal solo valore, e dal proprio merito, fù tirato all'Imperio, e con gran concordia di ciascuno inalzatoui. Morto dunque Gallieno, fù Claudio come più meriteuole eletto, e confermato Imperadore, e tante battaglie diede al Tiranno Aureolo, che in fine lo estinse, e delle Città, edell'esercito, che teneua, impadronitosi, a Roma con gran Trionfo si ricondusse, di doue riformata, che hebbe la Republica, & ordinateui molte necessarie leggi, riuolse se stesso, el'armi cõtra Goti, & altre Nationi, che già molti anni occupauano le Terre dell'Imperio. Frà li benesici dũque effettuati da Claudio, in prò del Publico, prima del partir suo di Roma, l'vno fù l'operare, che le monete si battessero di buona lega, e di peso, già che l'esperien za mostraua, che non v'era cosa, che più impedisse l'abbondanza de'viueri, e'l cõmerci o delle merci, che la moneta falsa, o discarso peso, restandosi per tal conto i fore. stieri di condurre in Roma le mercatãtie loro. Al qual danno, stimato grandissimo, fù ben pensato di prouedere dalli più antichi con l'istituire il Magistrato de'Triumuiri Monetali per far battere, pesare, & esaminare le monete, e porui per maggior decoro, e sicurezzai nomiloro, e che punissero etiandio gli auari falsisicatori, o tosatori di esse: ma l'humana malitia, che sempre a'prouedimenti de'Principi contrasta, variò ditempo in tempo gli ordini dati, sin che di nuouo accaddea Claudio il prouederui; la quale sua diligenza si vollecon riguardeuole testimonio di gratitudine esprimere entro il medaglione con testa laureata, e lettere: IMP. C. CLAVDIVS P. F. AVG. Hà nel rouescio le tre Dee Monete in piedi con la bilancia pendente dalla destra mano di ciascuna, e'l Cornucopia nella sinistra, vedendosi a' piedi loro alcuni Monticelli, che per auuentura la moneta fabricata dimostrano, e v'è scritto: MONETA AVG. Figurarono gli Antichi tal volta nelle medaglie vna sola di queste Deità, o per semplice simbolo della moneta, o per rappresentare simile Dea, che hebbe già il Tempio in Roma nella Rocca Capitolina, e sotto il nome di Giunone Moneta, vi fù adorata; & altra volta ne posero tre insieme, secondo nella descritta medaglia si raccoglie, volendosi dimostrare in questa guisa tre sorti di monete comunemente vsate, cioè di Rame, d'Argento, e d'Oro. Tengonoil Cornucopia colmo di varie qualità di frutta, argomentandosene, che co'l mezo della moneta vien somministrato qualunque cosa all'humano viuere necessaria. Dimostra la bilancia, secondo lo testifica Plinio L. XXXIII. cap. III. che in que' tempinon si daua, nè riceueua la pecunia altramente, che a peso; la onde i pesatori, i pesi, & il pesare chiamauansi libripendi. Si vedono in piedi tali simulacri della Moneta; percioche il danaio stà sempre in moto girando per mano di varie persone; e quindi nasce la commodità publica; la quale resta impedita se altri per sodisfarne la propria auaritia, lo si ristringe. Dimorãdo in terra que' monticelli di danari, per dare a vedere l'abbondanza, che mercè del Principe, a' giouamento di ciascu 10, se ne
batteua

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