Full text: Angeloni, Francesco: LA HISTORIA AVGVSTA DA Giulio Cesare infino à Costantino il Magno

470.

e vi si legge: VICT. GERMANICA. S. C.
   Fatto tutto ciò, e lasciato a suo bell'agio il Padre nelle mani de'Persi; nelle quali diceua egli essersi condotto a studio per far proua della propria virtù, mostrò per tal conto segnali d'allegrezza, e tornato in Roma, iui si diede affatto in preda alle dissolutezze; e benche per cagione del disprezzo, in cui si era posto co'l viuere di tal fatta, suscitassero diuersi Tiranni per tutte le parti dell'Imperio, che quello dismembrarono; non per tanto si mosse giamai a risentirsene: anzi che a gli spessi auuisi di cotali perdite: non potrò io dunque fare, diceua, senza quella Prouincia? e se della perdita di tutto il Mondo gli fosse giunta la nuoua, come di cosa vile, non si sarebbe curato punto. Rouinarono in guisa li Soldati di lui il Porto di Bizantio, che nè meno ve ne restarono le vestigia, & egli risolu to in fine di debellare l'vno de'Tiranni detro Postumo, vnitosi con Aureolo, e fatto suo Capitano Claudio, hauutolo incontro, insieme con Vittorino suo Collegato, in più volte, che vennero all'armi, lo superò, perche quantunque egli fosse dato a'vitij, come afferma Capitolino, haueua nondimeno in sè vna subita virtù, che lo moueua ad operare con alcun senso buono. Passato in Bizantio per vendicarui l'esterminio fatto da'Soldati di quel famoso Porto, furono tutti vccisi dal suo esercito, e di là verso Roma, quasi di cotal opera triõfante, si ricondusse. Giudico però, che il Senato gli decretasse il medaglione con la Dea
   7. Fortunain piedi, che posa la destra sù vn Timone di Naue fermato sopra il globo, e sostiene con la sinistra il Cornucopia con lettere: FORTVNA REDVX. ma nell'altro lato, quasi
   8. egli volesse secondare le pazzie di Commodo, si vede la sua effigie alla guisa di Ercole, con la pelle Leonina su'l capo. Sacrificauano alla Fortuna riconduttrice coloro, che ritornauano da lungo viaggio alle Case loro, come altroue s'è detto.
   Raunato in Roma il Senato, furono da esso celebrati i voti Decennali, e con nuoue inuentioni di giuochi, e con pompa esquisita, e con più sorti di gusti, e piaceri, li fece oltre l'vsato risplendere: si vuole ancora, che dopo la celebratione di essi seguisse la vittoria de' Goti, e la pace con Odenato: ma comunque sia, volle Gallieno trà Padri Togati, passare nel Campidoglio, seguitato dall'ordine Equestre, e da'Soldati vestiti di bianco; a'quali tutti precedeuano il Popolo, li Serui, e le Donne con fiaccole di cera, e lampade accese. Alla fronte di simil pompa si conduceuano Buoi bianchi con le corna dorate, e coperti di Drappi di vari colori assai belli, e riguardeuoli; e da ambe le parti andauano dugento biãche Agnella, dieci Elefanti, con mille, e dugento Gladiatori ornati pomposamente, e più fiere fatte domestiche, con vari Carpenti pieni di Buffoni, & Histrioni, che andauano rappresentando il giuoco de'Ciclopi; e tutte le strade erano ripiene di giuochi, e di applausi. Esso Gallieno ornato di Toga dipinta, e di tunica palmata, tra'Padri, e co'Sacerdoti pretestati, salì nel Campidoglio: conducendo etiandio delle genti vestite, e mascherate da Persi, da Medi, da Goti, da Sarmati, & alla sembianza di huomini di altre Nationi: quasi il dapoco volesse dar a vedere l'hauer que'Popoli, e Prouincie, e Regni debellati, che per sola sua trascuraggine si erano perduti. La memoria de'voti Decennali già detti, stà entro
   9. la medaglia con testa, e lettere come disopra, e mostra nel rouescio la Corona di Lauro, con tali parole nel mezo: VOTIS DECENNALIBVS. S. C.
   Vna parte de gli Animali condotti da Gallieno nella pompa suddetta, si vede in varie
   10. medaglie, e specialmente mi trouo quelle, che contengono il Centauro, con lettere: APOLLINI CONS. AVG. S. C.
Ss 2 La Tigre

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