Full text: Angeloni, Francesco: LA HISTORIA AVGVSTA DA Giulio Cesare infino à Costantino il Magno

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valore; e benche fosse di famiglia nuoua, lo stimò nondimeno il Senato meriteuole, sopra d'ogni altro, dell'Imperio, e ve lo assunse, e mantenne hauendouelo eletto in compagnia di Balbino. E perche nel primo ingresso al gouerno si mostrarono cõcordi nel procurare per la Republica ciò, che lo stato corrente delle cose richiedeua; giudico pertanto, che
   1. fosse impressa la medaglia, con testa laureata, e lettere: IMP. CAES. M. CLOD. PVPIENVS AVG. hà nel rouescio la Dea Concordia sedente con due Cornucopij nella sinistra, per denotare la doppia concordia ne' due Imperadori, in prò dell'Imperio; e porge con la destra mano la Patera: volendo forse dimostrare esser cosa sacra, e santa la Concordia tra' Principi, e vi si legge: CONCORDIA AVGG. S. C. secondo si è veduto in Giulia Paola.
   Variano gli scrittori nel nome di questo Imperadore, chiamandolo sempre Massimo: ma se alle medaglie fossero ricorsi, non sarebbe loro incontrato simile errore: è pertuttociò vero, che in alcune poche medaglie s'aggiunge anche il nome di Massimo in questa guisa: IMP. CAES. PVPIENVS MAXIMVS AVG. equeste sono più rare: ma essendo maggiore il numero di quelle co'l solo nome Pupieno; per tal cagione pare, che più con questo, che con l'altro debba tale Imperadore esser chiamato. La medaglia con l'aggiunto nome di Massimo, mostra nel rouescio la Dea Concordia disopra descritta.
   Stabilito, che fù nell'Imperio, e riceuuti i titoli, e gli honori soliti, cioè la Tribunicia Potestà, e'l Pontificato Massimo, e quello di Padre della Patria, e fatte le cose ad esso appartenenti, s'incaminò con esercito contra Massimino. Per la quale occorrenza, stimo, che fosse decre'tata la medaglia, con testa laureata, e lettere: IMP. CAES. M. CLOD. PVPIENVS AVG. hà nel rouescio vna figura in piedi togata, con la sinistra sopra la spada, che le pende dal fianco, & alza con la destra mano vn ramo di oliuo, leggendouisi: P. M. TR. P. COS. II. P. P. S. C. Tale figura si è detto ne' Gordiani, poter rappresentare il Genio del Senato alla guerra, & alla pace sempre disposto.
   Prima del partir suo di Roma tengo, che Pupieno, e Balbino dessero il Congiario al Popolo,
   2. vedendosene il rincontro nella medaglia, con testa laureata, e nomi notati: rappresenta nell'opposto lato vn spatioso palco, sopraui li tre Imperadori sedenti, cioè li due suddetti, e'l giouane Gordiano dichiarato Cesare, con persona in piedi, che assiste loro, e co'l simulacro della Liberalità, verso il quale vna piccola figura si studia d'accostarsi, per gradi a riceuere ciò, che in quell'atto si distribuiua, e v'è scritto: LIBERALITAS AVGVSTORVM. S. C.
   Giunto Pupieno in Rauenna, & inteso, che Massimino assediaua Aquileia, andò disponendo quello, che per la guerra era mestieri, dicendo, che non vn huomo, ma vn Ciclopo andaua a combattere. Ma in quel tanto, che si apprestauano simili prouedimenti, furono Massimino, e Massimo tagliati a pezzi da'propri Soldati, e portate le teste a Rauenna, quelle mandò l'Imperadore a Roma, doue Balbino, il Senato, e'l Popolo furono perciò occupati da singolare allegrezza. Si trasferì Pupieno ad Aquileia, e fino all'Alpi, per ridurreil tutto in buona quiete, e di là ritornato a Roma, vi hebbe incontro venti Senatori, mandati dal Senato, con delle Corone, per rallegrarsi, e per honorarlo. All'hora stimo, che fossero decretate le due medaglie con teste, e lettere descritte: ma nell'vn rouescio
   3. si mostra vna Donna sedente, che tenendo con la sinistra lo scettro, alza con la destra la Palma, con elogio: PAX PVBLICA. S. C. per quella, che con la morte del fiero Tiranno Massimino era seguita a tutto l'Imperio; e nell'altra stà la Vittoria in piedi, che con la
destra

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