Full text: Angeloni, Francesco: LA HISTORIA AVGVSTA DA Giulio Cesare infino à Costantino il Magno

333.

egli il primo sopra di vno Elefante conducesse il trionfo. Volle dunque il Senato per auuẽtura intendere, che Seuero con la forza, e con la virtù attribuita ad Ercole, douesse de'suoi nimici restar vincitore, & a guisa di Bacco riportarne il trionfo: ouero gli fù decretata cotal medaglia, per hauer egli in particolar veneratione così fatti Dei, a'quali, secondo afferma Dione, esso edificò vn grandissimo Tempio.
   Nel partir Seuero di Roma, per andare nell'Asia contra Pescennio, mandò alcune Legioni nell'Africa; accioche per la via della Libia, o dell'Egitto, non fosse quella Prouincia occupata dall'Inimico. Dal preseruarla dunque, ch'egli fece, giudico, che decretasse il
   6. Senato la medaglia con testa, e titoli descritti, & vna Donna in piedi, col capo ornato della prob oscide di Elefante, che solleua con la sinistra vn velo, o panno, che appresso il seno di lei si stà acconcio, e dal quale escono alcune spiche di grano, mentre le camina accanto vn Leone, e v'è notato: AFRICA. S. C. Simil Donna rap presenta l'Africa; doue è cosa nota, che si raccoglie gran copia di grano, come di molte fiere, & animali velenosi vi si generano; e per segnale di ciò porta su'l capo la Proboscide: Ma se vi sono i veleni, vi hà anche la Natura prodotti gli antidoti loro, trouandouisi specialmente l'herba Laserpitio detta da' Greci Silfio; la quale secondo Aristotele, veniua stampata da' Cirenei nelle medaglie, come publica Insegna della Città loro. Stimasi, che l'herba Laserpitio suddetta, non sia co nosciuta a'nostri tempi; ond'io dopo hauer posto il rouescio descritto in Seuero con la figura, che rappresenta l'Africa, hò voluto riporre in secondo luogo vna medaglia, che
   7. tengo fra le mie d'argento; dall'vn lato della quale si vede la testa di vn robustissimo giouine con bella, e numerosa capigliatura, & a cui pende sopra l'orecchio vn corno. Tale effigie si tiene essere di Lisimaco, il quale con altri Capitani d'Alessandro il Magno, soleua portar dette corna; percioche essendo fuggito vn Toro ad Alessandro, che era destinato al sagrificio, egli lo prese per le corna, e tennelo fermo; & attribuitosi ciò a gran prodezza, non puresso, ma i suoi Capitani, per adularlo, essendosene egli mostrato forte contento, vsarono di portar sopra gli orecchi le corna. Potrebbe tuttauia stimarsi, che ciò auuenisse, per fine di adulare Alessandro, che tenne opinione di non esser figliuolo di Filippo, ma di Gioue Ammone; la cui effigie si vede guernita di così fatte corna. Ha simi
   8. le testa di Lisimaco nel rouescio il tronco, la fronde, e li fiori della già detta herba Laserpitio, o Silfio, che in amendue i modi vien chiamata.
   Partito Seuero di Roma, trenta giorni dopo, che vi fece l'entrata, e condotti con esso lui grossi eserciti di terra, e di mare per giungere all'incontro di Nigro, inteso, che quegli teneua Bizantio, voltossi a Cizico, doue in più battaglie vinto, & vcciso Emiliano, che con grossa gente gli si oppose per Nigro, di là s'inuiò col vittorioso esercito verso la Bitinia e riceuutaui de'nimici nuoua vittoria, fin li stretti passi del monte Tauro superò ne'quali si erano gli auuersari fortificati. Condottosi finalmente là, doue fù Dario sconfitto da Alessandro, e vedutouisi a fronte Pescennio col suo esercito, attaccato il giorno seguente il satto d'arme, che molto fù sanguinoso, restarono gl'Illirici vincitori de gli Orientali. Rifuggissi Nigro in Antiochia: ma veduto, che le reliquie de gli habitatori, per la innumerabile quantità de'loro morti, stauano in pianti, & in lutto, prese partito di volger altroue il suo fuggire: ma sopraggiunto in que'subborghi da'Soldati Seueriani, gli fù da essi tronca la testa; e confitta sopra di vn hasta, la esposero alla vista di tutti. Morto Nigro, anche gli amici di lui restarono morti per ordine di Seuero, e furono sbandeggiati li figli-
G uoli

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