Full text: Angeloni, Francesco: LA HISTORIA AVGVSTA DA Giulio Cesare infino à Costantino il Magno

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e per conuertire in buona la più, che ordinaria inclinatione, ch'egli hebbe al male, & a' vitij; li quali essendo dell'animo, non valse in fine diligenza alcuna, per cancellarneli. Mentre era ancora fanciullo, fù dichiarato Cesare dal Senato, insieme col fratello Verissimo, ad instanza di Lucio Vero, e per simil fine giudico fosse stampata la medaglia, con testa in
   1. tenera età senza corona, e con lettere: COMMODO CAES. AVG. FIL. GERM. SARM., cioè Commodo Casari Augusti Filio, Germanico, Sarmatico, hà nel rouescio il simulacro della Speranza altroue descritto, leggendouisi: SPES. PVBLICA. S. C. E ciò credo io, per dimostrare la buona speranza presa dal Publico, che douesse cotal Principe auanzarsi nelle attioni virtuose a beneficio de'Popoli, non essendosi ancora satto palese il mal talento di esso. E perche volle Lucio Vero nel suo trionfo de'Germani, e de'Sarmati, che i figliuoli di Marco trionfassero nel medesimo Carro, e che con habiti trionfali interuenissero a'giuochi celebrati in quelle feste; pare, che debba dirsi, che acconsentisse ancora, che nello stampare delle medaglie, si attribuissero loro i medesimi titoli della vittoria Germanica, e Sarmatica a lui decretati. Il simulacro della Speranza suddetta si è veduto del tutto simile in Claudio.
   Fù ascritto Commodo, nell'età di quattordici anni, tra'Sacerdoti, per fine di fargli apprendere iui la pietà, che intorno la Religione è conueneuole ad vn Principe. Ne restò il segnale in medaglia con testa, e lettere notate, hauendoui espresse le insegne Sacerdotali, cioè la Secespite, l'Aspergillo, l'Orceolo, il Lituo, e'l Simpolo già rappresentati in Aurelio, col titolo: PIETAS AVG. S. C.
   Prese Commodo la toga, e fù eletto Principe della giouentù, dimostrandolo la medaglia, con testa, e lettere espresse, con due mani; le quali giungendosi, stringono vn'Insegna militare; il cui calce stà confitto sopra vn rostro di Naue, con elogio: PRINCIPI IVVENTVTIS. S. C. Dal contrasegno delle due mani, e dell'Insegna riposta nel mezo di esse, potrebbe dirsi, che cotal titolo gli fosse attribuito da'Soldati, più che dal Senato. Si è veduto l'istesso rouescio in Nerua.
   Appare tuttauia altro segnale di ciò, in medaglia, con testa senza corona, e lettere:
   2. L. AVREL. COMMODVS CAES. AVG. FIL. GERM. e con lui stesso in piedi, in vestir breue: hà dal sinistro lato vn trofeo, e con quella mano solleua lo scettro, mentre disten dendo la destra, porge il ramoscello di oliuo: segnale che da'Trofei, che si riportano dalle guerre, si genera la pace, e vi si legge: PRINC. IVVENT.
   L'entrare, che fece Commodo nell'ordine Equestre, vien dimostrato dalla medaglia
   3. con testa giouanetta, e lettere descritte, con bellissima corona di frondi ben folte di alloro; nel cui mezo stà scritto: EQVESTER ORDO PRINCIPI IVVENT. S. C.
   Per cagione della Toga presa, e dell'essere stato eletto Principe della giouentù, distribuì
   4. Commodo il Congiario al Popolo, e se ne scorge il rincontro in medaglia, con testa giouanile, e titolo: COMMODVS ANTONINVS AVG. sedendo egli nel rouescio sopra il palco con persona in habito succinto, che in piedi dal sinistro lato gli assiste, e vi hà la Dea Liberalità dal destro, col Cornucopia, & vno del Popolo ascende la scala in atto di prendere il Congiario, con lettere: TR. POT. IMP. IIII. COS. II. P. P. LIBERALITAS AVG. S. C.
   E' verisimile, che fosse talmente festeggiato in quel giorno Commodo, che non lasciasse il Popolo di fare alcuna dimostratione d'allegrezza verso di lui, vedendolo in così teneri anni vsare atti non piccoli di liberalità: la onde per segnale di ciò, e del compiacer-
Cc sene,

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