Full text: Angeloni, Francesco: LA HISTORIA AVGVSTA DA Giulio Cesare infino à Costantino il Magno

285.

mulacro rappresentossi in Domitiano, e l'hebbero i Romani grandemente in veneratione non meno per la ferocità de'loro animi, che alla natione di quella si confaceua, e con la perseueranza della quale stesero i confini del proprio Imperio da pertutto il mondo, che perche lo credettero Padre di Romolo fondatore di Roma: e perciò si valeuano spesso del simulacro di lui, per esprimere i loro bellici pensieri.
   Terminate felicemente, per l'Imperio Romano, entro lo spatio di quattro anni, le guerre con gli Armeni, e co'Parti, & altre Nationi, furono da Vero consegnati i Regni a' Rè, e le Prouincie a'Conti, che le reggessero; e ciò specialmente si vede in medaglia, con testa,
   7. e lettere notate; e si stà Vero armato a sedere sopra di vn palco, con tre persone in piedi, che gli assistono, e stendendo la destra mano pare, che ponga la corona su'l capo ad vna figura in piedi giù del palco, col tergo volto all'Imperadore, e solleua la destra verso il proprio capo, leggendouisi: TR. P. IIII. IMP. II. COS. II. REX ARMEN. DAT. cioè Rex Armeniis datus: ma in diuersa medaglia colui, che stà giù del palco, sale alcuni gradi, e con la sinistra mano, che solleua, prende dall'Imperadore la corona.
   Vedesi parimente in altro rouescio, con testa, e lettere notate l'Armenia, che mesta in terra sedendo, stà circondata da vari arnesi di guerra, tra'quali è il Labaro, & vn Trofeo,
   8. & essa porta vestir breue, braccia ignude, e cosa simile ad vn turbante su'l capo, con lettere: TR. P. IIII. IMP. COS. II. ARMEN. S. C.
   Ma come in tutte le medaglie suddette hebbe per fine il Senato di rappresentare, in persona di Vero, la vittoria hauuta de gli Armeni; così volle, che si comprendesse il segnale dell'altra, che recò de'Parti: vedendosi, che d'intorno la testa laureata si legge: L. VERVS
   9. AVG. ARM. PARTH. MAX. e nel rouescio stà vna bellissima Vittoria volante, ornata d'abbigliamenti stranieri, col capo coperto di cosa simile ad vn cappello, ma che nella cima fornisce in raggi, o corona: porta con amendue le mani distese vn diadema gemmato per ornare il capo dell'Imperadore, ouero vna fascia fregiata di gioie; da'capi della quale pendono le bende per allacciarla, con tale inscrittione: VICT. AVG. TR. POT. VI. IMP. III COS. II. S. C.
   Con simili lettere, e testa, vedesi in differente rouescio, altra Vittoria alata, che tenendo con la sinistra la palma, porge con la destra la laurea, e vi si legge: TR. POT. VII. IMP. IIII. COS. III. S. C.
   Nell'opposto lato di testa, e parole come disopra, stà il simulacro della Partia sedente
   10. in terra, con le mani dietro legate al calce del Trofeo, & hà nel dinanzi de gli archi, delle freccie, delle targhe, e simili arnesi, portando su'l capo vn tal cappello, che la cima di esso verso la fronte gli ricade, e v'è scritto: TR. POT. V. IMP. III. COS. II. S. C.
   Ritornato Vero dopo quattro anni a Roma, vitrionfò insieme col fratello Mirco, e v'hebbe gli honori, e'titoli soliti concedersi a'Trionfanti. Sacrificò il Senato alla Dea Fortuna riduttrice, o riconduttrice, pergratificarne Vero; e se ne vède il segnale in medaglia con testa laureata, e titolo: L. VERVS AVG. ARM ENIACVS, hauendo nel rouescio la medesima Dea sedente, che stende la destra ad vn timone di Naue, e sostiene il Cornucopia con la sinistra, leggendouisi: FORT. RED. cioè Fortuna Redux. TR. P. V. IMP. II. COS. II S. C. Altroue si è parlato di simil Fortuna.
   Può essere, che in così fatto tempo del ritorno, e del trionfo di Vero, egli vsasse alcuna liberalità; della quale non fecero mentione gli scrittori; e n'è il rincontro in medaglia con
testa

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